Bruno Angelini » Posts in 'Pianificazione strategica' category

Partecipare ai lavori del Piano Strategico di Rimini

Vuoi partecipare ai lavori del Piano Strategico di Rimini?

Il Forum del Piano Strategico ha organizzato tre momenti seminariali di approfondimento sul processo di programmazione strategica sui seguenti temi:

Il processo di programmazione strategica: perché - cos’è - come si fa.

25 Novembre 2010 dalle 17.00 alle 19.00
Presso Palazzo del turismo - Sala convegni, P.le Fellini, 3

I contenuti del Piano Strategico di Rimini e del suo territorio: la vision dello sviluppo, le azioni.

9 Dicembre 2010 dalle 17.00 alle 19.00
Presso Palazzo del turismo - Sala convegni, P.le Fellini, 3

Nuove modalità partecipative: aderire ai laboratori tematici e territoriali.

13 Gennaio 2011 dalle 17.00 alle 19.00
Presso Palazzo del turismo - Sala convegni, P.le Fellini, 3

http://www.riminiventure.it//news/pagina170.html

Il fascino segreto della Sagrada Familia di Gaudì

Editoriale - Quanto vale un pezzo di vetro

Pigi Colognesi - lunedì 8 novembre 2010 - Il sussidiario.net

http://www.ilsussidiario.net/News/Editoriale/2010/11/8/Quanto-vale-un-pezzo-di-vetro/124715/

“Salendo sulle guglie, mi sembrava proprio di immaginarlo, il vecchio Gaudí, che, passeggiando per le strade di Barcellona, si piega a raccogliere un frammento di piatto decorato, buttato via da chissà chi, o il fondo verde scuro di una bottiglia rotta. Mi avevano detto che poi Gaudí li incastonava sulle pareti esterne dell’immensa cattedrale che stava costruendo. Mettendomi in certe angolature potevo vedere il sole che brillava riflettendosi su quei cocci……..

..Per me, la Sagrada Família è tutta in quel gesto con cui un vecchio ormai prossimo alla morte raccoglie un pezzo di vetro e lo dà al muratore perché lo applichi alla parete di una guglia e lo metta esattamente in quella posizione per cui, cadendo o alzandosi, il sole lo possa far risplendere.

Può capitare a tutti di sentirsi inutili, come una bottiglia rotta, buttati via senza alcuna speranza di poter ancora servire a qualcosa. Solo una fede grande come quella dei medievali costruttori di cattedrali riesce ancora a piegarsi curiosa su questo vetro tagliente e dimenticato. Lo guarda e dice: toh che bello! E lo ficca lassù sulla cattedrale, più in alto, magari, di tante pietre ben tornite e un po’ presuntuose. E da lassù il frammento di vetro darà su tutta la costruzione il riflesso del suo irripetibile colore. Anche se è difficile vederlo da vicino.

Eccolo il fascino segreto del capolavoro di Gaudí: nella grande cattedrale cattolica c’è posto per tutti. Nessun particolare è identico all’altro, ogni dettaglio è inequivocabilmente se stesso e nel contempo armoniosamente inserito nel corpo vivo del tutto. Un tutto che vive della variegata polifonia delle diversità; che è ben diversa dalla piatta pianificazione di uno schema….”

San Gaudenzo. Il Vescovo alle autorità: un’agenda di speranza per Rimini

San Gaudenzo. Il Vescovo alle autorità: un’agenda di speranza per Rimini

Si intitola “Un’agenda di speranza per il futuro di Rimini”, titolo che evoca quello della settimana sociale dei cattolici italiani che si appresta a raggiungere, il tradizionale discorso che il Vescovo Lambiasi ha tenuto oggi alle autorità riminesi.

RIMINI | 14 ottobre 2010

Un messaggio in cui Monsignor Lambiasi non ha esitato a fare riferimento alle situazioni delicate che vive il territorio, ma per trarne auspici di speranza.

“4. Appena alcuni mesi or sono il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità, come atto di indirizzo, il “Piano Strategico”. Ricordo con speciale emozione quella seduta del 13 maggio scorso, alla quale fui cortesemente invitato e nella quale potei esprimere il mio incoraggiamento per il lavoro svolto, per i suoi risultati e per il metodo seguito. Proprio il metodo con cui si è giunti alla stesura del documento conclusivo è già un fatto molto apprezzabile e un motivo di grande incoraggiamento: la chiamata a corresponsabilità di tanti e la capacità di sinergia e di convergenza di soggetti ed esperienze diverse, in nome del bene comune. Anche il mondo ecclesiale e cattolico ha accolto con entusiasmo l’invito a dare il proprio significativo e stimato contributo.

Ora il “piano strategico” non può e non deve andare in archivio, ma merita di essere sostenuto perché sviluppi al meglio tutte le sue potenzialità. Per questo è di fondamentale importanza tenerne in vita la sua anima profonda che si identifica con quella “svolta (antropologica)”, che permetta alla Città di transitare dal fare all’essere, dalla Rimini ossessionata dalla ricostruzione materiale della sua veste esteriore - in ambito turistico, edilizio, spettacolare ecc. - ad una Rimini più attenta alla costruzione della sua identità e memoria, più attenta alla cultura, alla bellezza, all’educazione, all’accoglienza. Su questi ambiti vitali occorrerebbe investire molte più risorse, non solo in senso economico, ma progettuale, e investire creativamente, politicamente, spiritualmente…”

Il testo integrale. san-gaudenzo-2010-autorita

MEETING RIMINI: UN PEZZO DI TERRA D’INCONTRI E DI RELAZIONI

Meeting – Edizione 2010 “Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore”

Domenica 22 agosto 2010 – sabato 28 agosto 2010

«Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore»: questo il titolo della prossima edizione della manifestazione, che cercherà di documentare come in ogni uomo sia presente un insopprimibile desiderio di bene, di verità, di giustizia e di bellezza che spinge al lavoro, alla ricerca, alla costruzione della convivenza tra gli uomini.

L’esperienza trentennale della manifestazione testimonia quanto sia attuabile la mission individuata dal “Forum Rimini Venture” per la città di Rimini ed il suo territorio espressa in termini di “Rimini terra d’incontri e delle relazioni” e come ciò possa rappresentare anche il motore di una nuova e stupenda fase di sviluppo economico.

Allo stesso modo nell’esperienza del Meeting risulta sperimentabile la vision proposta individuata nel “porre al centro la persona e le manifestazioni sociali con cui essa si esprime” e come ciò possa essere “in grado di ridefinire il nucleo fondativo di una nuova antropologia della relazione, destinata a cambiare nel profondo il paesaggio umano della città, mettendo in relazione le diverse culture e le diverse visioni con la volontà di armonizzarle in una nuova convivialità delle differenze”.

“Con le sue quasi 800.000 presenze il Meeting di Rimini - che dal 1980 ha luogo ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto - è il festival estivo di incontri, mostre, musica e spettacolo più frequentato del mondo. Si tratta di una realtà unica nel suo genere: una fondazione che da 30 anni si propone di creare occasioni di incontro tra persone di fedi e culture diverse, nella certezza che luoghi di amicizia fra gli uomini possano essere l’inizio della costruzione della pace, della convivenza e del bene comune.(…)

Questa posizione umana e culturale, che ha origine nell’appartenenza all’esperienza cristiana, è stata in questi anni capace di un’apertura testimoniata dalle personalità più significative della scena mondiale .(…)

Al di sopra di ogni diversità, l’esperienza elementare dell’uomo si rivela come il terreno comune per l’incontro e il dialogo. Non il dubbio sull’identità, ma la certezza, spalanca la persona alla scoperta e al riconoscimento di tutto ciò che è bello e buono, e così il Meeting è diventato un luogo dove l’altro non è innanzitutto qualcuno da combattere, ma un aiuto a scoprire la verità che corrisponde alle esigenze più profonde dell’uomo.”

(Vai al Sito del Meeting )

Un piano strategico nazionale per i grandi eventi

Un piano strategico nazionale per i grandi eventi?

La somma dei due appuntamenti del 2019, e anche di quelli successivi (2020, candidatura ad aprile 2010 di Roma e Venezia per le Olimpiadi estive, con scelta che avverrà nel 2013; 2021, settimo centenario dalla morte di Dante, con ovvio cuore a Firenze e logici collegamenti con altre città come Ravenna e Verona - almeno), porta nella direzione di un vero e proprio piano strategico per gli investimenti del nostro paese sul tema eventi. Tre appaiono i temi chiave: cultura, innovazione, sport.

Sette le aree metropolitane e tre le macroregioni chiave coinvolte: le città sono Torino (2011), Napoli (2013), Milano (2016), Verona (20161, Firenze (2019), Venezia e Roma (2020), le macroregioni il Nord-Ovest (Torino più Milano e lato occidentale della provincia milanese), la regione nord adriatica (Venezia, Rimini e Ravenna) e la regione sud adriatica (Bari, Matera e possibili collegamenti con il Salento).

Sembra chiaro che non si debba puntare su tutto in contemporanea, ma davvero mixare a1 meglio le singole opportunità con i temi (quello dell’innovazione è decisivo per riportare un pubblico giovane in Italia, al momento percepita come nazione bella, ricca di offerta ma con scarsa qualità nell’accoglienza, nelle tecnologie e nella governance di sistema).

E’ quindi assolutamente necessario un tavolo di lavoro permanente che a Roma coordini le diverse istanze “federali” senza lasciarle sole, ciascuna al proprio destino ma ottimizzando risorse pubbliche, risorse private, promozione internazionale, qualificazione delle infrastrutture, e così via.

Capitale europea della cultura 2019 e cinquecentenario della morte di Leornardo

Non è invece base di gara in termini assoluti l’anno 2019. Un anno llontano, forse, ma con due certezze: toccherà in quella data ospitare la Capitale europea della cultura e cadrà in quella data il quinto centenario della morte di Leonardo il massi mo genio italiano, o almeno l’icona del genio. italiano del mondo, tanto da essere già bandiera dell’Expo di Milano con il suo uomo vitruviano.

La Capitale europea della cultura, come abbiamo accennato in apertura, ha portato seri benefici a città come Genova che l’hanno ospitata qualche anno fa. il densificarsi di queste occasioni non porta solo maggiori possibilità di confronto con i dati e le scelte precedenti ma anche la necessità per il sistema paese di scegliere bene il suo candidato. Al momento parrebbero interessate al 2019 Bari e Matera al Sud (molto vicine l’una all’altra, quasi possibile un candidatura congiunta),. Rimini (in grande crescita con il piano strategico e il piano di collegamento ferroviario adriatico, oltre che con i progetti di riqualificazione del lungomare), Ravenna e Venezia al Nord (ma Ravenna potrebbe giovarsi già degli eventi del 2021 e Venezia si sta giocando la carta della candidatura olimpica estiva dei 2020 - forse per crearsi credito per il 2019?).

 

G. Clark, edizione italiana a cura di Paolo Verri, (2010)”Cosa succede in città. Olimpiadi, Expo e grandi eventi: occasioni per lo sviluppo urbano.”, Il Sole 24 Ore, Milano, pagg. 235-236)<–>

PIANO STRATEGICO 4: una governance locale sussidiaria e circolare

UNA GOVERNANCE LOCALE SUSSIDIARIA E CIRCOLARE

L’attività dei gruppi di lavoro ha concretamente dimostrato che è possibile gestire anche nella nostra città un processo di governance locale sussidiaria e circolare, in cui ciascuno pur partendo dal proprio particolare, può contribuire concretamente all’interesse generale, al bene comune, a far crescere il senso di appartenenza alla comunità e l’orgoglio di essere riminesi.

Una delle costanti emerse dal lavoro dei gruppi ha riguardato, infatti, la necessità di ridefinire l’assetto della governance nei diversi campi e settori. Non si è trattato di riflessioni generiche o di scontate “lamentazioni” su ciò che oggi non funziona e su tutto quello che occorrerebbe fare di nuovo, o di diverso, o di aggiunto rispetto alle modalità, agli strumenti e ai soggetti oggi esistenti. Al contrario, da più parti si è sollecitata l’attenzione ad evitare che il Piano strategico producesse nuovi enti/“attori” che si sovrapponessero ad un sistema già per certi versi ridondante, gravandolo ulteriormente.

Ciò premesso, non si può non registrare che in quasi tutti i campi di lavoro è risultata chiara l’esigenza, poggiata su un’analisi reale delle criticità attuali e dei bisogni di efficienza ed efficacia legati allo sviluppo futuro, di promuovere una sostanziale innovazione del modello di governance attuale, soprattutto perseguendo una più integrata cooperazione tra istituzioni, imprese e soggetti privati (associazioni, ecc.). In questo quadro, un approfondimento specifico è stato realizzato da un gruppo con il professor Stefano Zamagni sul tema puntuale della governance locale sussidiaria e circolare che si basa sull’esistenza di “ponti di collegamento”, che le rendono complementari, tra le tre sfere del pubblico, del settore produttivo e del mondo del non profit.

Newsletter n. 1 del Piano Strategico riminese

PIANO STRATEGICO 3: la carta dei valori

LA CARTA DEI VALORI DEL PIANO STRATEGICO

Un Piano strategico non è solo, pertanto, uno strumento finalizzato ad aumentare sul medio e lungo periodo la ricchezza di un’area o la sua competitività sul mercato globale. Il suo obiettivo è la crescita globale, intendendo con ciò anche il miglioramento delle condizioni di vita del maggior numero possibile di persone, il rafforzamento della coesione sociale e della ricchezza della società civile.

E’ chiaro che questo percorso postula come conseguenza la necessità di individuare categorie valoriali capaci di garantire la sostenibilità del piano. Peraltro questa esigenza è strettamente connessa alla stessa natura profonda del Piano strategico che si distingue dagli altri strumenti di pianificazione in quanto PATTO della comunità. Proprio in quanto patto comunitario, il Piano deve essere preceduto da un analogo patto sui valori che devono fondarlo. E’ quindi necessario fissare alcuni principi – in forma di “Carta dei valori” – che costituiscono la trama che infonde senso e significato al Piano strategico e che devono essere mantenuti fermi nei processi di crescita attivati ed implementati dal Piano stesso.

Questi valori, in via di prima approssimazione, possono essere individuati nei seguenti principi:

Identità. Rafforzare l’identità collettiva della comunità in quanto asset insostituibile di Rimini

Democrazia e partecipazione. Mantenere l’allargamento di tutte le forme di partecipazione dei cittadini al governo della società ed al controllo del proprio futuro

Pluralismo. Il pluralismo e l’effervescenza della società civile sono risorse indispensabili allo stesso funzionamento delle istituzioni politiche e di governo

Inclusione. L’inclusione sociale – soprattutto delle fasce più deboli come vecchi, immigrati, portatori di handicap, gruppi a bisogni speciali, ecc – costituisce un elemento identitario di Rimini e come tale va perseguita e rafforzata

Diversità. Le diversità, qualunque sia la loro origine – culturale, di genere, sociale, etnica - costituiscono un patrimonio prezioso da salvaguardare e da vivere come risorsa per la sviluppo

Welfare locale. Il Welfare locale, ridefinito in maniera adeguata ai tempi ed ai nuovi bisogni, costituisce l’asse portante del governo e della vita della città

Valorizzazione della qualità e delle potenzialità individuali. Fondamentale sia per la libera e piena realizzazione dell’individuo che per la produzione di ricchezza, di idee e per la stessa creatività della città.

Equilibrio tra la città della quotidianità e la città dei turisti.

La condivisione della Carta dei Valori, in quanto base del patto è affidata al Forum del Piano strategico che deve condividerla e ratificarla come presupposto che deve regolare il Piano strategico e accompagnarne l’attuazione.

Newsletter n. 1 del Piano Strategico riminese

PIANO STRATEGICO 2: la mission - Rimini, terra d’incontri.

LA MISSION: RIMINI, TERRA D’INCONTRI

Rimini è, così come attualmente e storicamente documentato, un importante crocevia di relazioni, di incontri, di cammini individuali e collettivi.

Una piccola realtà territoriale che ha in sé tutte le valenze della dimensione metropolitana, polo di sistemi complessi materiali e immateriali, nodo di reti corte e lunghe.

La storia ha consegnato a Rimini e al suo territorio questo ruolo di “scambiatore”, di punto di incontro, di arrivo e di partenza.

Questa terra ha nel suo DNA una straordinaria vocazione all’incontro, è aperta al nuovo però legami sotterranei e profondi la collegano al suo passato.

Rimini è terra d’incontri e delle relazioni. Questa è, dunque, la mission che abbiamo individuato per la nostra città e il suo territorio, il tratto caratterizzante che ci rende unici, attrattivi e competitivi nello scenario globale. Lo spirito d’iniziativa, la creatività e la laboriosità che hanno plasmato il carattere dei riminesi e la capacità di costruire “ponti” e reti relazionali rappresentano, dunque, il vero legame tra presente e futuro. E’ continuità e discontinuità nello stesso tempo.

I CINQUE AMBITI DI GRANDE INTERVENTO

L’impegno progettuale dei gruppi si è, pertanto, concentrato, in coerenza con la vision e la mission indicate, nel prevedere la creazione di nuovi spazi e occasioni d’incontro (valorizzando l’impegnativo e fondamentale lavoro svolto in questa direzione e ancora in corso: Fiera, Palazzo dei Congressi, ecc).

Da questa impostazione sono scaturiti 5 grandi ambiti d’intervento che si intrecciano con un ambito “trasversale” inerente alla “governance” di settore e dei nuovi strumenti previsti dal programma delle azioni:

1. Nuovo rapporto con il mare;

2. La grande sfida della mobilità (il nuovo modello):

3. Un sistema d’imprese fatto di persone e d’innovazione (territorio che attrae persone, imprese ed innovazione);

4. La qualità di un territorio ricomposto e coeso;

5. La cultura che forma e informa le persone creando nuova immagine (vs l’immagine che omologa la cultura).

Newsletter n. 1 del Piano Strategico riminese

PIANO STRATEGICO 1: La vision - Le persone protagoniste dello sviluppo

PIANO STRATEGICO: LA VISIONE DI RIMINI NEL LAVORO DEI GRUPPI DEL FORUM RIMINIVENTURE

“Che cos’è la città se non le persone che la abitano” (Re Lear di William Shakespeare)

Lo scopo dei prossimi numeri in uscita della Newsletter è quello di presentare in modo sintetico la visione di Rimini nel lavoro emersa dall’attività dei gruppi del “Forum Rimini Venture”

Rimini, attraverso il Piano Strategico, si interroga sul futuro della città e lo fa in un momento segnato da forti criticità, sia a livello locale che nazionale e internazionale.

Il processo di programmazione strategica, promosso dal Comune, dalla Provincia, dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio, ha visto una forte partecipazione delle organizzazioni economiche sociali e culturali della città, associate nel Forum Rimini Venture.

Per la prima volta in modo sussidiario, le organizzazioni di base si sono assunte la responsabilità di proporre alle istituzioni, alle forze politiche e all’insieme della città una proposta condivisa per lo sviluppo proiettata nei tempi medio-lunghi, ma gestibile fin da subito, in un inedito scenario di democrazia partecipativa.

Il confronto all’interno dei gruppi, attuato dal novembre 2008 al giugno 2009 ha consentito di far crescere la consapevolezza delle potenzialità, delle criticità e dei nodi da sciogliere per lo sviluppo della città, individuando itinerari da percorrere insieme.

2) LA VISION: LE PERSONE PROTAGONISTE DELLO SVILUPPO

Il tema della visione è la centralità della persona nella sua individualità e nei ruoli sociali che ognuno svolge, nel rispetto e nella tutela della dignità di ciascuno, della libertà e delle pari opportunità, come protagonista dello sviluppo sociale, economico e culturale del territorio.

La nuova fase dello sviluppo di Rimini si fonda, dunque, sulla cultura e sulla centralità della persona. Ripartire dalla persona, dal suo essere in relazione, significa ridare impulso e cuore a una democrazia viva e vera che sappia riconciliare persona e sviluppo, comunità ed istituzioni, ispirando un nuovo modello di politica, di etica e di economia.

In altri termini, porre al centro la persona e le manifestazioni sociali con cui essa si esprime significa ridefinire il nucleo fondativo di una nuova antropologia della relazione, destinata a cambiare nel profondo il paesaggio umano della città, mettendo in relazione le diverse culture e le diverse visioni con la volontà di armonizzarle in una nuova convivialità delle differenze.

Il Piano Strategico stimola, quindi, la nostra comunità a guardare con occhi nuovi all’economia, sperimentando con coraggio e in modo virtuoso tutte le opportunità che i profondi cambiamenti in atto e i nuovi valori stanno portando al centro del sistema di relazioni tra le persone.

I paradigmi dello sviluppo stanno velocemente cambiando, sempre più stretto diviene l’intreccio tra economia e qualità sociale. Nuovi orizzonti si aprono per l’innovazione, la ricerca, la conoscenza, la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, degli ambienti naturali e dei paesaggi, per una nuova qualità e dignità del lavoro, per la capacità d’intraprendere e di produrre. La scelta compiuta dai Gruppi di lavoro di porre la persona al centro dello sviluppo della città e del suo territorio se da un verso arricchisce di senso le relazioni interpersonali e definisce nuovi criteri per valutare le scelte di governo, dall’altro rappresenta uno straordinario stimolo per avviare un nuovo e virtuoso ciclo di sviluppo economico della città e del suo territorio.

RIMINI TERRA D’INCONTRI, la “mission” che scaturisce non è solo uno slogan, ma il motore di una nuova e stupenda fase di sviluppo economico, la cui potenza non è misurabile solo con indicatori quantitativi, ma soprattutto con l’incremento della felicità sociale, del benessere individuale e collettivo.

Newsletter n. 1 del Piano Strategico riminese

Verso la sussidiarietà: un’ipotesi di lavoro educativo e formativo

Verso la sussidiarietà: un’ipotesi di lavoro educativo e formativo.

Dal rapporto sulla sussidiarietà 2008 “Sussidiarietà e … piccole e medie imprese” a cura della Fondazione per la Sussidiarietà, edizioni Mondadori , a cui rimando per un approfondimento. In grassetto e corsivo le mie sottolineature.

L’ipotesi di lavoro è che la competitività delle piccole imprese abbia a che fare con una concezione “sussidiaria” che in questo contesto si esprime secondo due linee complementari. La prima dimensione (interna all’azienda) è la valorizzazione delle persone che guidano l’impresa e che vi lavorano apportandovi i loro ideali, i loro legami e sistemi relazionali. In tale concezione e prassi la centralità della persona non è strumentale, ma è un valore in sé, che origina dalla sua libertà e per questo non è manipolabile, ma può essere valorizzata. La seconda dimensione “sussidiaria” legata all’ipotesi che la competizione tra piccole imprese possa essere concepita non innanzitutto in termini “darwiniani”, come eliminazione dei concorrenti dal mercato, ma come costruzione di reti orizzontali (vedi modello distretti) e verticali (fornitori-produttori-clienti) e di strutture associazionistiche che promuovono lo sviluppo di ogni entità.

In sintesi, se la sussidiarietà è l’espressione della centralità della persona, nel mondo dell’impresa essa si misura da tutte le dinamiche, interne all’azienda o messe in atto all’esterno di essa, che più valorizzano l’uomo e ciò che più lo costituisce: la sua capacità di relazione. (pagg. 9-10)

Conclusioni di Berhard Scholz: Verso la sussidiarietà. Una tensione ancora implicita.

Una ipotesi di lavoro educativo e formativo

L’indagine dimostra quindi una certa tendenza a confermare la sussidiarietà a livello socio-politico e una ancora troppo limitata propensione verso una implementazione dei principi antropologici della sussidiarietà all’interno delle imprese…………L’indagine suggerisce una riflessione sulle possibili modalità che permettono che la simpatia per la sussidiarietà “esterna” possa diventare una leva importante per comprendere la convenienza umana ed economica della sussidiarietà “interna” all’impresa, specialmente riguardo a due aspetti: la concezione dell’imprenditore e dell’impresa e la concezione del collaboratore. (pag 216)

Andare a fondo dell’esperienza imprenditoriale

Una possibilità è quella di andare a fondo dell’esperienza imprenditoriale stessa per scoprire che la proprietà stessa è qualcosa di “dato per”, qualcosa di ricevuto che implica una responsabilità rispetto al bene comune. La differenza da rilevare è dunque quella fra l’imprenditore che non è pienamente consapevole di questo e l’imprenditore che ne è cosciente e ne promuove con volontà e decisione tutte le implicazioni che questo comporta. (pag 217)

Un sistema circolare: società-Stato-imprese.

Si tratta di un sistema circolare, nel quale le imprese che producono dei beni e dei servizi ricevono dalla società e dallo Stato dei beni anche in termini culturali che sono presupposti fondamentali per le loro attività economiche. E viceversa società e Stato ricevono dalle imprese beni e servizi che non si limitano né alla produzione fatturabile né alle imposte con le quali l’impresa “ri-paga” alla Stato e – se tutto funziona bene – attraverso di esso alla società i beni ricevuti.

Libertà imprenditoriale e bene comune

L’individualismo imprenditoriale unicamente concentrato sul profitto potrà avere successo nel breve termine, ma così facendo non solo non contribuirà all’edificazione di una socialità vera, ma non rispetterà neanche i principi di un’economia aziendale orientata a un redditività solida e duratura. La libertà imprenditoriale emerge come fonte di responsabilità proprio quando si esprime attraverso la costruzione di una impresa economicamente salda che contribuisce in tutte le sue attività indirettamente e spesso anche direttamente al bene comune. (pag. 218-219)

Il valore sussidiario dell’impresa

La responsabilizzazione è la vera valorizzazione dei collaboratori che di fatto non vengono più “gestiti” come “risorse umane” ma riconosciuti per la loro umanità, costituita da un desiderio infinito e dalla loro professionalità attraverso la quale questo desiderio si esprime nel mondo lavorativo.

Educazione alla libertà ed alla responsabilità

Cosi come lo statalismo può fare comodo ai cittadini che preferiscono un assetto assistenzialistico, anche il paternalismo aziendale può fare comodo a chi preferisce eseguire compiti senza coinvolgersi personalmente. E qui emerge un aspetto fondamentale: la sussidiarietà, da qualunque punto di vista la si consideri, richiede e al contempo promuove una educazione alla libertà e quindi alla responsabilità …..

Il principio di sussidiarietà si basa di fatto sulla capacità e la volontà della persona di assumersi la responsabilità di affrontare in un modo costruttivo i problemi che la vita stessa pone, mettendosi insieme ove possibile o necessario con altri, lavorando insieme per raggiungere obiettivi comuni e condivisi. (pag. 221)