VIENI OLTRE…RIMINI NEL DESTINO ……
VIENI OLTRE…….RIMINI NEL DESTINO…..
DON GIANCARLO UGOLINI (1929-2009)
“L’amore alla vita, alla realtà, traspare evidente anche dalle interviste che nell’arco di quasi trent’anni, dal 1982 al 2009, ha rilasciato ai quotidiani e periodici locali. In occasione del primo anniversario sono state raccolte in un volume dal titolo “Il caldo abbraccio del Mistero”. Sono interviste legate a circostanze particolari (un evento, un anniversario), eppure a distanza di anni conservano intatta la loro attualità e verità. Il filo rosso che le guida è proprio quel “caldo abbraccio del Mistero” da cui don Ugolini si è lasciato stringere seguendo il carisma di don Giussani “Ho incontrato qualcuno che speravo ci fosse”, disse nella già citata intervista a Settepiù. Questo “abbraccio” è diventato il criterio con cui affrontare ogni aspetto della realtà. “E il giudizio che ne derivava - osserva Carlo Rusconi nella Presentazione - “era sempre sorprendente, mai ovvio né comune, sovente sconcertante”. (Valerio Lessi)
Intervento di Don Giancarlo Ugolini su Il Resto del Carlino Rimini in occasione del cinquantesimo di Cl. - 20 febbraio 2004
RIMINI NEL DESTINO
Il riferimento introdotto dall’articolo de Il Carlino di martedì scorso al rapporto tra Comunione e Liberazione e Rimini mi ha fatto pensare al positivo contributo che la città ha dato al movimento in questo mezzo secolo di storia. Ho in mente, in particolare, tre fatti precisi.
Primo: quel treno su cui don Giussani nel 1954 incontrò alcuni giovani rimanendo colpito dalla loro lontananza dalla Chiesa, incontro che gli suggerì la decisione di dedicarsi al lavoro educativo da cui poi scaturì GS, quel treno era diretto a Rimini, meta di una breve vacanza.
Secondo: don Giussani mi ha sempre confidato di apprezzare molto la sensibilità romagnola, di ritenerla confacente al suo carisma, di vedere a Rimini una sorta di “intelligenza calda” delle cose, fatta di ragionevolezza e di adesione cordiale alla realtà. Nell’esperienza di Cl, ragione e affezione sono i cardini della conoscenza, base, aggiungo io, di quel senso particolare, genuino, dell’ospitalità che qualifica la riviera, facendola preferire ad altri luoghi, e che mi auguro possa conservarsi ancora nel tempo.
Terzo: la struttura della città e la sua vocazione naturale hanno senza dubbio favorito una puntuale accoglienza dei momenti più significativi della vita di Cl a livello nazionale.
Ho voluto portare questi esempi per testimoniare quanto Rimini sia stata importante per il movimento fin dalle origini e, poi, nel corso del tempo.
Un rapporto reciproco, certo. In questi 50 anni di storia, Cl, movimento ecclesiale, ha avuto soprattutto una preoccupazione, qui come altrove: sviluppare - per tentativi, per continue approssimazioni - il proprio scopo di “strada” (come ha detto il Papa) per una educazione cristiana matura, e di collaborazione alla missione della Chiesa in tutti gli ambiti della società contemporanea.
Non ha sfornato progetti, ma ha cercato di generare esperienza umana, persone capaci di stare nella vita, nel lavoro, nella professione, nella famiglia, negli ambiti civili, anche nelle difficoltà e nelle prove, con una radice di novità umana suscitata dall’incontro con Cristo. Credo che questa “umanità”, pur con tutti gli inevitabili limiti, abbia anche prodotto - sempre implicandosi la diretta responsabilità delle persone - significativi strumenti di risposta ai bisogni, ad esempio nei campi dell’educazione, della cultura, dell’assistenza, dell’imprenditoria.
Ma sempre con la coscienza che tutto questo correrebbe il rischio di essere vano, oppure semplicemente ideologico, se non fosse sorretto dalla certezza che l’avvenimento cristiano è oggi, adesso, nel presente, la risposta affascinante e concreta al desiderio di felicità e di realizzazione dell’uomo.
Il contributo che Cl ha voluto e intende continuare a portare a Rimini - in una realtà per molti versi anche complicata e complessa - è anzitutto a questo livello: educare persone con questa certezza, perché possano esprimere, là dove sono chiamate a vivere, un punto di novità, di cambiamento umano, e cooperare in virtù di questo al bene della città.
Ciò che oggi, come 50 anni fa, abbiamo da dire e da offrire a tutti è questo, grati a Rimini, ai riminesi e alla Chiesa locale per la storia comune che ci è stato dato di vivere.
Don Giancarlo Ugolini
Leave a comment