Un piano strategico nazionale per i grandi eventi
Un piano strategico nazionale per i grandi eventi?
La somma dei due appuntamenti del 2019, e anche di quelli successivi (2020, candidatura ad aprile 2010 di Roma e Venezia per le Olimpiadi estive, con scelta che avverrà nel 2013; 2021, settimo centenario dalla morte di Dante, con ovvio cuore a Firenze e logici collegamenti con altre città come Ravenna e Verona - almeno), porta nella direzione di un vero e proprio piano strategico per gli investimenti del nostro paese sul tema eventi. Tre appaiono i temi chiave: cultura, innovazione, sport.
Sette le aree metropolitane e tre le macroregioni chiave coinvolte: le città sono Torino (2011), Napoli (2013), Milano (2016), Verona (20161, Firenze (2019), Venezia e Roma (2020), le macroregioni il Nord-Ovest (Torino più Milano e lato occidentale della provincia milanese), la regione nord adriatica (Venezia, Rimini e Ravenna) e la regione sud adriatica (Bari, Matera e possibili collegamenti con il Salento).
Sembra chiaro che non si debba puntare su tutto in contemporanea, ma davvero mixare a1 meglio le singole opportunità con i temi (quello dell’innovazione è decisivo per riportare un pubblico giovane in Italia, al momento percepita come nazione bella, ricca di offerta ma con scarsa qualità nell’accoglienza, nelle tecnologie e nella governance di sistema).
E’ quindi assolutamente necessario un tavolo di lavoro permanente che a Roma coordini le diverse istanze “federali” senza lasciarle sole, ciascuna al proprio destino ma ottimizzando risorse pubbliche, risorse private, promozione internazionale, qualificazione delle infrastrutture, e così via.
Capitale europea della cultura 2019 e cinquecentenario della morte di Leornardo
Non è invece base di gara in termini assoluti l’anno 2019. Un anno llontano, forse, ma con due certezze: toccherà in quella data ospitare la Capitale europea della cultura e cadrà in quella data il quinto centenario della morte di Leonardo il massi mo genio italiano, o almeno l’icona del genio. italiano del mondo, tanto da essere già bandiera dell’Expo di Milano con il suo uomo vitruviano.
La Capitale europea della cultura, come abbiamo accennato in apertura, ha portato seri benefici a città come Genova che l’hanno ospitata qualche anno fa. il densificarsi di queste occasioni non porta solo maggiori possibilità di confronto con i dati e le scelte precedenti ma anche la necessità per il sistema paese di scegliere bene il suo candidato. Al momento parrebbero interessate al 2019 Bari e Matera al Sud (molto vicine l’una all’altra, quasi possibile un candidatura congiunta),. Rimini (in grande crescita con il piano strategico e il piano di collegamento ferroviario adriatico, oltre che con i progetti di riqualificazione del lungomare), Ravenna e Venezia al Nord (ma Ravenna potrebbe giovarsi già degli eventi del 2021 e Venezia si sta giocando la carta della candidatura olimpica estiva dei 2020 - forse per crearsi credito per il 2019?).
G. Clark, edizione italiana a cura di Paolo Verri, (2010)”Cosa succede in città. Olimpiadi, Expo e grandi eventi: occasioni per lo sviluppo urbano.”, Il Sole 24 Ore, Milano, pagg. 235-236)<–>
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