08/07/2010 - QUALE RIFORMA SNELLA DELLO STATO MINISTERIALE? (bruno angelini)
“Quelle che bisogna eliminare sono le leggi utili, utilissime al governo politico centrale e a quello amministrativo degli enti periferici per giustificare, nel migliore dei casi – secondo la definizione weberiana – la propria stessa esistenza; nel peggiore, per ricavarne vantaggi in termini di potere o addirittura pecuniari………………Sarebbe ora che si prendesse atto che la sola e vera questione morale sono la carenza di cultura liberale, o semplicemente civica, di una classe politica che non si sa se sia più incompetente o più truffaldina, ovvero entrambe le cose, cioè inconcludente e cialtrona; il gigantismo dello Stato; la complessità amministrativa e normativa che alimenta parassitismo e clientele; la produzione di beni e servizi da parte della mano pubblica anziché da parte privata; la funzione allocativa e redistributiva delle risorse affidate alle leggi invece che al mercato; la rendita di posizione della burocrazia, centrale e periferica, e dello stesso ceto politico”..(Piero Ostellino “Lo stato canaglia. Come la cattiva politica continua a soffocare l’Italia”. pag. 114) Il dott. Francesco Forte, ex ministro delle Finanze, incrementa e sviluppa l’impaccio degli elettori del PDL sulla politica governativa e, in particolare,della federalista Lega perseguita fino al momento che ha visto alcuni suoi ministri gestire i Ministeri della Roma ladrona.
“Quelle che bisogna eliminare sono le leggi utili, utilissime al governo politico centrale e a quello amministrativo degli enti periferici per giustificare, nel migliore dei casi – secondo la definizione weberiana – la propria stessa esistenza; nel peggiore, per ricavarne vantaggi in termini di potere o addirittura pecuniari………………Sarebbe ora che si prendesse atto che la sola e vera questione morale sono la carenza di cultura liberale, o semplicemente civica, di una classe politica che non si sa se sia più incompetente o più truffaldina, ovvero entrambe le cose, cioè inconcludente e cialtrona; il gigantismo dello Stato; la complessità amministrativa e normativa che alimenta parassitismo e clientele; la produzione di beni e servizi da parte della mano pubblica anziché da parte privata; la funzione allocativa e redistributiva delle risorse affidate alle leggi invece che al mercato; la rendita di posizione della burocrazia, centrale e periferica, e dello stesso ceto politico”..(Piero Ostellino “Lo stato canaglia. Come la cattiva politica continua a soffocare l’Italia”. pag. 114) Il dott. Francesco Forte, ex ministro delle Finanze, incrementa e sviluppa l’impaccio degli elettori del PDL sulla politica governativa e, in particolare,della federalista Lega perseguita fino al momento che ha visto alcuni suoi ministri gestire i Ministeri della Roma ladrona.