L’impresa è un affascinante luogo educativo

L’impresa è un affascinante luogo educativo

Eugenio Dal Pane, (2010) “L’impresa possibile – L’Ideale alla prova”, Itacalibri, Castel Bolognese.

Il libro intende documentare un tentativo di fare impresa mettendo alla prova l’Ideale, non come principi e norme da realizzare, ma come avvenimento che, attraverso volti, incontri, fatti letture, circostanze personali e storiche, entra nella vita e la trasforma, fino a desiderare che ogni persona, ogni ambito ne siano investiti ‘perché sia più dolce la convivenza nel mondo’. ((pag. 9)

L’Ideale alla prova non riguarda solo il rapporto con i collaboratori, ma anche tutti i fattori dell’impresa. Mettere al centro la persona, infatti, determina un modello imprenditoriale che fa del guadagno, evidentemente necessario, non il fine, ma un mezzo per creare valore per tutti. Itaca non nasce in vista di un profitto, ma per contribuire al rinnovamento della società attraverso la propria specifica attività. Del resto la natura di ogni impresa è produrre beni in risposta ad un bisogno. (pag. 115)

Abbiamo voluto raccontare la storia di Itaca come esempio di impresa possibile: mettere al centro la persona – l’imprenditore, i collaboratori, i fornitori, i clienti – determina il bene dell’azienda e il rinnovamento di un pezzo di società…..La crisi offre l’opportunità di porre le basi di una nuova cultura del lavoro che parta dalla verità dell’uomo e dell’economia, ben delineata da Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate. (pag 116)

Itaca nacque senza risorse economiche, ma potendo contare su alcuni fattori di cui solo dopo avrei compreso la forza in chiave imprenditoriale: una identità ben definita, espressa già nel nome; un preciso mercato di riferimento; un obiettivo chiaro: editare, promuovere e diffondere prodotti editoriali, anche di altri editori, che favorissero una coscienza critica e sistematica di sé e della realtà. Se il mercato iniziale era limitato, potenzialmente era senza confini.

Uno slogan dei primi tempi fu: libri come compagni di viaggio. Non il viaggio per il viaggio, ma il viaggio per trovare senso, se stessi, la casa, cioè la compagnia degli altri uomini. (pag. 29)

Scopo e desiderio del mio lavoro e il desiderio di trafficare perché certi libri potessero arrivare a tutti. Era una battaglia palmo a palmo, ma ero deciso a combatterla. Il fine era “strappare agli amici, e se fosse possibile a tutto il mondo, il nulla in cui ogni uomo si trova” e lavorare per la ricostruzione dell’umano e del popolo. (pag. 69)

Buona lettura…….