PIANO STRATEGICO 4: una governance locale sussidiaria e circolare

UNA GOVERNANCE LOCALE SUSSIDIARIA E CIRCOLARE

L’attività dei gruppi di lavoro ha concretamente dimostrato che è possibile gestire anche nella nostra città un processo di governance locale sussidiaria e circolare, in cui ciascuno pur partendo dal proprio particolare, può contribuire concretamente all’interesse generale, al bene comune, a far crescere il senso di appartenenza alla comunità e l’orgoglio di essere riminesi.

Una delle costanti emerse dal lavoro dei gruppi ha riguardato, infatti, la necessità di ridefinire l’assetto della governance nei diversi campi e settori. Non si è trattato di riflessioni generiche o di scontate “lamentazioni” su ciò che oggi non funziona e su tutto quello che occorrerebbe fare di nuovo, o di diverso, o di aggiunto rispetto alle modalità, agli strumenti e ai soggetti oggi esistenti. Al contrario, da più parti si è sollecitata l’attenzione ad evitare che il Piano strategico producesse nuovi enti/“attori” che si sovrapponessero ad un sistema già per certi versi ridondante, gravandolo ulteriormente.

Ciò premesso, non si può non registrare che in quasi tutti i campi di lavoro è risultata chiara l’esigenza, poggiata su un’analisi reale delle criticità attuali e dei bisogni di efficienza ed efficacia legati allo sviluppo futuro, di promuovere una sostanziale innovazione del modello di governance attuale, soprattutto perseguendo una più integrata cooperazione tra istituzioni, imprese e soggetti privati (associazioni, ecc.). In questo quadro, un approfondimento specifico è stato realizzato da un gruppo con il professor Stefano Zamagni sul tema puntuale della governance locale sussidiaria e circolare che si basa sull’esistenza di “ponti di collegamento”, che le rendono complementari, tra le tre sfere del pubblico, del settore produttivo e del mondo del non profit.

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PIANO STRATEGICO 3: la carta dei valori

LA CARTA DEI VALORI DEL PIANO STRATEGICO

Un Piano strategico non è solo, pertanto, uno strumento finalizzato ad aumentare sul medio e lungo periodo la ricchezza di un’area o la sua competitività sul mercato globale. Il suo obiettivo è la crescita globale, intendendo con ciò anche il miglioramento delle condizioni di vita del maggior numero possibile di persone, il rafforzamento della coesione sociale e della ricchezza della società civile.

E’ chiaro che questo percorso postula come conseguenza la necessità di individuare categorie valoriali capaci di garantire la sostenibilità del piano. Peraltro questa esigenza è strettamente connessa alla stessa natura profonda del Piano strategico che si distingue dagli altri strumenti di pianificazione in quanto PATTO della comunità. Proprio in quanto patto comunitario, il Piano deve essere preceduto da un analogo patto sui valori che devono fondarlo. E’ quindi necessario fissare alcuni principi – in forma di “Carta dei valori” – che costituiscono la trama che infonde senso e significato al Piano strategico e che devono essere mantenuti fermi nei processi di crescita attivati ed implementati dal Piano stesso.

Questi valori, in via di prima approssimazione, possono essere individuati nei seguenti principi:

Identità. Rafforzare l’identità collettiva della comunità in quanto asset insostituibile di Rimini

Democrazia e partecipazione. Mantenere l’allargamento di tutte le forme di partecipazione dei cittadini al governo della società ed al controllo del proprio futuro

Pluralismo. Il pluralismo e l’effervescenza della società civile sono risorse indispensabili allo stesso funzionamento delle istituzioni politiche e di governo

Inclusione. L’inclusione sociale – soprattutto delle fasce più deboli come vecchi, immigrati, portatori di handicap, gruppi a bisogni speciali, ecc – costituisce un elemento identitario di Rimini e come tale va perseguita e rafforzata

Diversità. Le diversità, qualunque sia la loro origine – culturale, di genere, sociale, etnica - costituiscono un patrimonio prezioso da salvaguardare e da vivere come risorsa per la sviluppo

Welfare locale. Il Welfare locale, ridefinito in maniera adeguata ai tempi ed ai nuovi bisogni, costituisce l’asse portante del governo e della vita della città

Valorizzazione della qualità e delle potenzialità individuali. Fondamentale sia per la libera e piena realizzazione dell’individuo che per la produzione di ricchezza, di idee e per la stessa creatività della città.

Equilibrio tra la città della quotidianità e la città dei turisti.

La condivisione della Carta dei Valori, in quanto base del patto è affidata al Forum del Piano strategico che deve condividerla e ratificarla come presupposto che deve regolare il Piano strategico e accompagnarne l’attuazione.

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PIANO STRATEGICO 2: la mission - Rimini, terra d’incontri.

LA MISSION: RIMINI, TERRA D’INCONTRI

Rimini è, così come attualmente e storicamente documentato, un importante crocevia di relazioni, di incontri, di cammini individuali e collettivi.

Una piccola realtà territoriale che ha in sé tutte le valenze della dimensione metropolitana, polo di sistemi complessi materiali e immateriali, nodo di reti corte e lunghe.

La storia ha consegnato a Rimini e al suo territorio questo ruolo di “scambiatore”, di punto di incontro, di arrivo e di partenza.

Questa terra ha nel suo DNA una straordinaria vocazione all’incontro, è aperta al nuovo però legami sotterranei e profondi la collegano al suo passato.

Rimini è terra d’incontri e delle relazioni. Questa è, dunque, la mission che abbiamo individuato per la nostra città e il suo territorio, il tratto caratterizzante che ci rende unici, attrattivi e competitivi nello scenario globale. Lo spirito d’iniziativa, la creatività e la laboriosità che hanno plasmato il carattere dei riminesi e la capacità di costruire “ponti” e reti relazionali rappresentano, dunque, il vero legame tra presente e futuro. E’ continuità e discontinuità nello stesso tempo.

I CINQUE AMBITI DI GRANDE INTERVENTO

L’impegno progettuale dei gruppi si è, pertanto, concentrato, in coerenza con la vision e la mission indicate, nel prevedere la creazione di nuovi spazi e occasioni d’incontro (valorizzando l’impegnativo e fondamentale lavoro svolto in questa direzione e ancora in corso: Fiera, Palazzo dei Congressi, ecc).

Da questa impostazione sono scaturiti 5 grandi ambiti d’intervento che si intrecciano con un ambito “trasversale” inerente alla “governance” di settore e dei nuovi strumenti previsti dal programma delle azioni:

1. Nuovo rapporto con il mare;

2. La grande sfida della mobilità (il nuovo modello):

3. Un sistema d’imprese fatto di persone e d’innovazione (territorio che attrae persone, imprese ed innovazione);

4. La qualità di un territorio ricomposto e coeso;

5. La cultura che forma e informa le persone creando nuova immagine (vs l’immagine che omologa la cultura).

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PIANO STRATEGICO 1: La vision - Le persone protagoniste dello sviluppo

PIANO STRATEGICO: LA VISIONE DI RIMINI NEL LAVORO DEI GRUPPI DEL FORUM RIMINIVENTURE

“Che cos’è la città se non le persone che la abitano” (Re Lear di William Shakespeare)

Lo scopo dei prossimi numeri in uscita della Newsletter è quello di presentare in modo sintetico la visione di Rimini nel lavoro emersa dall’attività dei gruppi del “Forum Rimini Venture”

Rimini, attraverso il Piano Strategico, si interroga sul futuro della città e lo fa in un momento segnato da forti criticità, sia a livello locale che nazionale e internazionale.

Il processo di programmazione strategica, promosso dal Comune, dalla Provincia, dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio, ha visto una forte partecipazione delle organizzazioni economiche sociali e culturali della città, associate nel Forum Rimini Venture.

Per la prima volta in modo sussidiario, le organizzazioni di base si sono assunte la responsabilità di proporre alle istituzioni, alle forze politiche e all’insieme della città una proposta condivisa per lo sviluppo proiettata nei tempi medio-lunghi, ma gestibile fin da subito, in un inedito scenario di democrazia partecipativa.

Il confronto all’interno dei gruppi, attuato dal novembre 2008 al giugno 2009 ha consentito di far crescere la consapevolezza delle potenzialità, delle criticità e dei nodi da sciogliere per lo sviluppo della città, individuando itinerari da percorrere insieme.

2) LA VISION: LE PERSONE PROTAGONISTE DELLO SVILUPPO

Il tema della visione è la centralità della persona nella sua individualità e nei ruoli sociali che ognuno svolge, nel rispetto e nella tutela della dignità di ciascuno, della libertà e delle pari opportunità, come protagonista dello sviluppo sociale, economico e culturale del territorio.

La nuova fase dello sviluppo di Rimini si fonda, dunque, sulla cultura e sulla centralità della persona. Ripartire dalla persona, dal suo essere in relazione, significa ridare impulso e cuore a una democrazia viva e vera che sappia riconciliare persona e sviluppo, comunità ed istituzioni, ispirando un nuovo modello di politica, di etica e di economia.

In altri termini, porre al centro la persona e le manifestazioni sociali con cui essa si esprime significa ridefinire il nucleo fondativo di una nuova antropologia della relazione, destinata a cambiare nel profondo il paesaggio umano della città, mettendo in relazione le diverse culture e le diverse visioni con la volontà di armonizzarle in una nuova convivialità delle differenze.

Il Piano Strategico stimola, quindi, la nostra comunità a guardare con occhi nuovi all’economia, sperimentando con coraggio e in modo virtuoso tutte le opportunità che i profondi cambiamenti in atto e i nuovi valori stanno portando al centro del sistema di relazioni tra le persone.

I paradigmi dello sviluppo stanno velocemente cambiando, sempre più stretto diviene l’intreccio tra economia e qualità sociale. Nuovi orizzonti si aprono per l’innovazione, la ricerca, la conoscenza, la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, degli ambienti naturali e dei paesaggi, per una nuova qualità e dignità del lavoro, per la capacità d’intraprendere e di produrre. La scelta compiuta dai Gruppi di lavoro di porre la persona al centro dello sviluppo della città e del suo territorio se da un verso arricchisce di senso le relazioni interpersonali e definisce nuovi criteri per valutare le scelte di governo, dall’altro rappresenta uno straordinario stimolo per avviare un nuovo e virtuoso ciclo di sviluppo economico della città e del suo territorio.

RIMINI TERRA D’INCONTRI, la “mission” che scaturisce non è solo uno slogan, ma il motore di una nuova e stupenda fase di sviluppo economico, la cui potenza non è misurabile solo con indicatori quantitativi, ma soprattutto con l’incremento della felicità sociale, del benessere individuale e collettivo.

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