Bruno Angelini » Archive of 'Set, 2009'

La sera precedente ero a cena al Billionarie. Nessuno sorrideva come quella ragazza al parcheggio

Editoriali di Roberto Arditti, quotidiano il Tempo, 2-9-2009

“Ho visto un movimento forte e serio, fatto di gente che crede in quello che fa e che lavora per fare qualcosa di utile per la collettività. Ho ascoltato le loro voci, scrutato i loro occhi nella sale delle conferenza. Dico la verità: ne sono rimasto impressionato, positivamente impressionato.

Sono tornato con la mente alle mie battaglie universitarie, cercando con la memoria il senso delle nostre posizioni. Certo, la laicità della politica è un grande valore, la concorrenza aiuta (se regolata) la diffusione del benessere, la libertà dell’individuo è bene primario e prioritario. Però mi chiedo: il mondo laico di fine XX secolo cosa ha lasciato ai più giovani? Quale forza “utile” abbiamo saputo costruire?

Non trovo risposte convincenti a queste domande, mentre invece i ragazzi del Meeting sono liberi e forti (senza mitizzarli, per carità). Liberi di essere lì e son a s-ballarsi in discoteca, forti di un senso di comunità palpabile nell’aria.

Alle undici della sera torno al parcheggio per riprendere l’automobile. C’è una ragazza, seduta da sola su una piccola seggiola di plastica. Mi saluta sorridente e mi accompagna alla macchina. E’ addetta (volontaria) al parcheggio, capirai che privilegio. Sta lì, con la sua maglietta del Meeting, contenta di quello che fa. E sorride a una persona che incontra per pochi secondi.

La sera precedente ero a cena al Billionarie. Nessuno sorrideva come quella ragazza al parcheggio”.

Il Papa all’Udienza: «Contro i vizi della società serve un radicale cambiamento di vita»

Il Papa all’Udienza: «Contro i vizi della società serve un radicale cambiamento di vita»

Nell’Udienza generale del 2 settembre 2009 il Papa riprende “la presentazione dei grandi Scrittori della Chiesa di Oriente e di Occidente del tempo medioevale, perché, come in uno specchio, nelle loro vite e nei loro scritti vediamo che cosa vuol dire essere cristiani. Oggi vi propongo la figura luminosa di sant’Oddone, abate di Cluny: essa si colloca in quel medioevo monastico che vide il sorprendente diffondersi in Europa della vita e della spiritualità ispirate alla Regola di san Benedetto. Vi fu in quei secoli un prodigioso sorgere e moltiplicarsi di chiostri che, ramificandosi nel continente, vi diffusero largamente lo spirito e la sensibilità cristiana. Sant’Oddone ci riconduce, in particolare, ad un monastero, Cluny, che nel medioevo fu tra i più illustri e celebrati ed ancora oggi rivela attraverso le sue maestose rovine i segni di un passato glorioso per l’intensa dedizione all’ascesi, allo studio e, in special modo, al culto divino, avvolto di decoro e di bellezza”.

Di fronte alla “vastità dei vizi” diffusi nella società, il “rimedio” da proporre “con decisione” è quello di “un radicale cambiamento di vita, fondato sull’umiltà, l’austerità, il distacco dalle cose effimere e l’adesione a quelle eterne”. Nonostante il realismo della sua diagnosi circa la situazione del suo tempo, Oddone non indulge al pessimismo. Così il Papa ha attualizzato la figura di sant’Oddone, abate di Cluny, nato verso l’880 e morto il 18 novembre 942, al centro della catechesi dell’udienza generale.

“Concluderemo che esiste un modo per cambiare il mondo, ed è cambiare anzitutto noi stessi. Fisseremo così un principio fondamentale, ossia che l’anima di ogni riforma è che si riformi ogni singola anima. Stabiliremo che Dio ci ha posti in questo minuscolo punto dell’universo che si chiama casa, con l’unico fine di renderlo bello ai suoi sguardi infiniti”.

(Così il padre di san Bernardo, parlando alla moglie, ricorda l’inizio della loro avventura)