MEETING 2009. PAVEL FLORENSKIJ: NULLA VA PERDUTO

MEETING 2009. PAVEL FLORENSKIJ: NULLA VA PERDUTO

“Tutto passa, ma tutto rimane. Questa è la mia sensazione più profonda: che nulla va perduto completamente, nulla svanisce, ma si conserva in qualche modo e da qualche parte”

In una lettera straziante al figlio Kirill, scritta prima di essere fucilato l’8 dicembre 1937, Florenskij scrive: “La mia unica speranza è che tutto ciò che si fa rimane. Spero un giorno, in qualche modo pur a me sconosciuto, sarete ricompensati di tutto ciò che ho tolto a voi, miei cari. La cosa più orribile della mia sorte è la cessazione del lavoro e la sostanziale distruzione dell’esperienza di tutta la mia vita. Se la società non ha bisogno dei frutti del lavoro della mia vita, ne faccia pure a meno: bisogna ancora vedere chi subisca il maggior danno, se io o la società, per il fatto che non darò ciò che potrei dare. Mi dispiace di non poter far voi partecipi delle mia esperienza e soprattutto di non potervi accarezzare”.

“Occupatevi dell’opera vostra, cercate di compierla nel migliore dei modi, e tutto ciò che fate, fatelo perché neanche un solo istante della vostra vita vi scorra accanto senza senso o contenuto”

(Pavel Florenskij – Meeting 2009)

MEETING 2010:

«Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore».