LABORATORI DI SUSSIDIARIETA’ RIMINI – MAGGIO 2009

“IL SIGNIFICATO POLITICO DELLA SUSSIDIARIETÀ: L’AFFERMARSI DI UNA GOVERNANCE LOCALE SUSSIDIARIA A PARTIRE DAL RICONOSCIMENTO DI UN’ANTROPOLOGIA POSITIVA ALLA BASE DELLA SOCIALITÀ”

A fronte della crisi dei modelli tradizionali di governance il principio di sussidiarietà può rappresentare la formula di una democrazia sostanziale. Le sue potenzialità, spesso ancora inesplorate, meritano di essere approfondite e sviluppate per mostrare la loro capacità di fondare, a livello sociale, politico ed economico, assetti e strumenti in grado di fronteggiare, in modo originale, le sfide della post modernità.

Lo statalismo si basa sulla sfiducia e sul sospetto, cioè una concezione di uomo negativa che mortifica le potenzialità e il positivo contributo che il singolo può dare al bene comune, al progresso e alla lotta per la giustizia. Tale concezione è anche alla base di una certa idea di welfare state. Ciò significa rendere irrilevanti le relazioni fra i consociati, sminuire l’importanza delle comunità e formazioni sociali intermedie, anche come soggetti di cittadinanza, limitare il pluralismo sociale, in sintesi svalutare la socialità della persona umana, anche e precisamente come elemento costitutivo del welfare. La differenza fra i due approcci (statalista e liberista) consiste nel meccanismo individuato per correggere il “male” prodotto dal comportamento dell’uomo: per lo statalismo è l’azione del potere centrale; per il liberalismo è il mercato, inteso soltanto come l’ambito in cui i tentativi egoistici di ciascun individuo si incontrano con quelli degli altri per formare, grazie al meccanismo della mano invisibile di Adam Smith un equilibrio che alloca in modo efficiente, anche se non necessariamente equo, le risorse. Lo statalismo è un modello centralizzato, il liberalismo un approccio decentrato, ma la concezione antropologica negativa è la stessa.

In questo periodo a Rimini e nel suo territorio si sta attuando il processo di elaborazione del Piano strategico che, partito da due anni, vede coinvolte la Pa e la società civile nel tentativo di progettare la Rimini dei prossimi venti anni.

Partendo dal riconoscimento di una antropologia positiva alla base della socialità si vuole approfondire alcuni punti cardine e vari strumenti per l’affermarsi di una governance locale sussidiaria nel territorio riminese.

PROGRAMMA

Sabato 16 maggio 2009

“La gestione del territorio come risorsa”

Maurizio Bellucci – La vision: lo sviluppo di Rimini.

Riccardo Cola – La pianificazione urbanistica del Comune di Rimini in una prospettiva sussidiaria

Giorgio Forlani – Il territorio come risorsa economica.

D’Angelo Federico (Felix) – La pianificazione territoriale sussidiaria

Roberto Mingucci – Il contributo della CDO all’elaborazione del Piano strategico riminese.

Sabato 30 maggio 2009

“Verso l’affermazione di un Welfare sussidiario”

Rosati Davide – Strumenti per l’affermarsi di una governance locale sussidiaria nella gestione dei servizi alla persona

Daniele Celli – Le opere educative dagli asili nido all’Università.

Gianluca Conti – Il bisogno del lavoro: dal Centro di Solidarietà alla Piazza dei Mestieri

Matteo Lessi – Lo sviluppo della cultura ed il rapporto con le istituzioni

Sandro Ricci – Il contributo della Fondazione Meeting all’elaborazione del Piano strategico riminese

  • Coordinatore e moderatore dei laboratori: Bruno Angelini
  • Direzione organizzativa: Davide Rosati

I laboratori si terranno dalle ore 10.00 alle ore 13.00

presso la sede della Compagnia delle Opere, via XX Settembre, 122 - RIMINI