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Pasqua 2009: “sotto questa croce è possibile cantare l’inno pasquale della Chiesa d’Oriente….”

Pasqua 2009: “sotto questa croce è possibile
cantare l’inno pasquale della Chiesa d’Oriente….”

La meta del nostro pellegrinaggio non è un santuario “tradizionale” ma un luogo su cui grava l’ombra sinistra di un eccidio di proporzioni gigantesche: a Butovo, nei boschi alla periferia sud di Mosca, oltre il grande anello della tangenziale che segna il perimetro urbano, nel 1937-38 vennero fucilate oltre ventimila persone delle più diverse età, estrazioni sociali, nazionalità e concezioni politiche e religiose. Tutte finite insieme nel “tritacarne”……

E’ difficile non essere sopraffatti dall’orrore, ascoltando i tragici risvolti della loro storia. E Lidija Golovkova, che ci accompagna in questo pellegrinaggio insieme all’arcivescovo di Mosca, monsignor Pezzi, non ha fretta di giungere ad una facile catarsi, che anestetizzi e cancelli le domande che urgono dentro.

Come potevano continuare a vivere i carnefici, gli aguzzini, con questo segreto che si portavano dentro? Avevano tutti delle famiglie…Dopo aver fatto quel che avevano fatto qui, come potevano tornare a casa alla sera, carezzare i loro bambini, abbracciare le loro mogli, sedersi a tavola, prendere in mano il pane?

La risposta – non per loro, che in gran parte sono stati poi travolti dalla macchina della morte, ma per noi, qui e oggi – è ciò che chiediamo in primo luogo con questo pellegrinaggio: è lo sguardo di un Uomo che ha abbracciato la croce per donarci la vita, per restituirci alla nostra umanità.

Che altro significato avrebbe il lungo itinerario compiuto qualche mese fa da un gruppo di fedeli ortodossi tra cui la stessa Golovkova, portando fin qui la gigantesca croce dal monastero-lager delle Solovki, nel Nord della Russia, attraverso la rete di navigazione fluviale costruita per la maggior parte dai detenuti?

Sotto questa croce, tra la distesa delle fosse comuni, è possibile cantare l’inno pasquale della Chiesa d’Oriente:

‘Cristo è risorto dai morti,

con la morte ha calpestato la morte

ed a donato la vita a quanti erano nel sepolcro!’.

Questi poveri morti ora Lo vedono ed esultano, ma anche noi Lo intravvediamo, negli occhi stupiti e grati di Lidija che ci guarda cantare, nelle nostre facce livide di freddo ma comprese della solennità di questo istante, in cui cielo e terra si uniscono.”

Giovanna Parravicini, (2009) “Liberi - Storie e testimonianze dalla Russia”, Rizzoli, pagg. 141-143.

Auguri di una Santa Pasqua 2009

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