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Crisi economica, mercato e dignità della persona: DSC.

Dottrina sociale della Chiesa e scienze umane e sociali.

Propongo una riflessione in merito allo sviluppo delle scienze umane e sociali, tra le quali l’economia, tratta dal libro di G. Crepaldi e S. Fontana, (2006), “La dimensione interdisciplinare della Dottrina sociale della Chiesa”, Edizione Cantagalli, Siena, pag. 127-129.

A proposito di autonomia delle scienze sociali.

“Oggi le scienze sociali, come la sociologia o l’economia, hanno una loro autonomia scientifica e procedurale che la Dottrina Sociale della Chiesa non solo riconosce , ma apprezza e valuta positivamente. Tuttavia, tale autonomia è stata storicamente conseguita anche sulla spinta, di concezioni delle scienze sociali che tracciano un fossato incolmabile tra esse e i valori morali, quindi anche con la DSC. Un certo residuo di impostazione positivistica e neopositivistica, la dottrina weberiana della avalutatività delle scienze sociali, la dottrina humiana della “grande divisione”, ossia della incommensurabilità tra giudizi empirici e giudizi di valore, tra essere e dover-essere, hanno fortemente contribuito a promuovere il processo di autonomizzazione delle scienze sociali dalla filosofia morale, entro il cui ambito epistemico erano ascritte fino al XVIII secolo. Caratteristica comune ai tre orientamenti che abbiamo richiamato qui sopra è la netta separazione tra mezzi e fini, tra ragione e decisione, tra descrizione e valutazione”. (pag 127)

Rapporto Dottrina Sociale della Chiesa e scienze sociali

“Oggi sembra che questo schema sia entrato in crisi. Da un lato si constata che le scienze sociali non solo descrivono quanto accade, ma anche, con le idee dei sociologi e degli economisti, modificano quanto accade e contribuiscono ad orientarlo. Questo aspetto mette in evidenza che la presunzione di neutralità è, appunto, una presunzione. Dall’altro si capisce che le scienze sociali, chiudendosi nella loro presunta indipendenza da orientamenti di sorta, perdono la capacità di comprendere la complessità sociale contemporanea che è caratterizzata dalla mescolanza di elementi quantitativi e qualitativi. In altre parole si sta sperimentando che la separatezza dal mondo delle valutazioni sta creando un deficit nella stessa capacità scientifica di comprensione ed esplicitazione dei fenomeni sociali.

Qui si innesta il rapporto profondamente interdisciplinare con la DSC. Quest’ultima e le scienze sociali sono solidalmente impegnate a dimostrare come la scienza sociale, pur rimanendo autonomamente se stessa, può e anzi deve assumere al proprio interno elementi valutativi non per esigenze moralistiche o per il fatto che il singolo sociologo o il singolo economista è credente, ma per motivi epistemologici, ossia perché la loro scienza sia più scienza. Un esempio, che riguarda molto da vicino la DSC, può essere quello del rapporto tra solidarietà e mercato. Nella concezione avalutativa dell’economia, il mercato andrebbe analizzato descrivendo asetticamente i suoi meccanismi. La solidarietà entrerebbe in gioco solo dopo e a margine dell’indagine economica, o come espressione della decisione politica (lo Stato) o come espressione della decisione morale, ossia della compassione personale per i poveri e dell’elemosina. In questo modo, però, si viene a ipotizzare una separazione tra etica ed economia che non aiuta a comprendere tanti fenomeni economici. .l’importanza dei rapporti etici nella moderna impresa orizzontale, la necessità di stabile quali beni debbano passare per il mercato e quali no, come impostare economicamente un sistema moderno dì welfare, la gestione delle risorse destinate alla sanità, la valutazione economica della povertà o della disoccupazione non sonò nemmeno affrontabili da un’economia che non voglia farsi contaminare dall’elemento valutativo.

Se questo è vero, allora tra la DSC e le scienze sociali si dà la possibilità di un fecondo rapporto interdisciplinare”. (pag 128-129)

Per un approfondimento propongo un incontro promosso dalla Fondazione Internazionale GIOVANNI PAOLO II e la CONFCOOPERAITVE di Rimini dal titolo:

“CRISI ECONOMICA. CRISI ANTROPOLOGICA. L’UOMO AL CENTRO DEL LAVORO E DELL’IMPRESA: COME IL CREDITO PUO’ FAVORIRE LO SVILUPPO”

Sabato 31 gennaio ore 10.00 – 12.00. sala convegni Le Meridien – Rimini – Lungomare Murri, 13

Intervengono:

Prof. Luigi CAMPIGLIO ed il Prof. Stefano ZAMAGNI

Conclude S.E. Mons. Luigi NEGRI

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