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“Preparati, o popolo, a incontrare il Signore: Egli viene”
Questo io dico: Le nazioni pagane glorificano Dio per la sua misericordia (cfr. Rm 15, 8.9). (Liturgia delle ore - Lodi del sabato della terza settimana)

AUGURI DI UN SANTO NATALE ED UN SERENO 2009
“Il Mistero ha scelto di fare compagnia all’uomo dentro le coordinate dello spazio e del tempo, attraverso una realtà umana concreta come un bimbo nel grembo di una donna.
“Dio, da cui tutto deriva, rimarrebbe nella vaghezza e non determinerebbe la vita se non fosse Egli stesso entrato nella vita come Fattore di essa, un Fattore determinante che le dà significato, densità, valore”.
Per questo la saggezza della Chiesa fa rivivere durante l’anno liturgico la memoria di questa iniziativa del Mistero divenuto Uno di noi, Gesù Cristo, presente e operante oggi nella vita del Suo Corpo misterioso”
(Luigi Giussani, “La familiarità con Cristo. Meditazioni sull’anno liturgico.”, Ed. San Paolo, Milano, pag. 5)
Bruno Angelini
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Modernizzare la Pubblica Amministrazione.
“Modernizzare la Pubblica Amministrazione. Organizzazione e individui in una P.A. che cambia” era il titolo di un convegno organizzato dalla Provincia di Pesaro e Urbino e svoltosi a Pesaro il 16 dicembre 2008.
Scopo dell’incontro era quello di “mettere al centro della riflessione il cambiamento in atto nella pubblica amministrazione a partire dalle persone e dall’organizzazione, fattori chiave per lo sviluppo di un’azione di qualità, sempre più vicina ai bisogni dei cittadini, delle imprese e dei territori.” (Il Presidente della Provincia Sen. Palmiro Ucchielli)
Nel mio intervento al convegno trattando il tema sul “senso del lavoro e della motivazione nel lavorare” ho fatto riferimento alla vicenda umana di un ragazzo universitario. Riporto con alcune sottolineature in corsivo da me apportate, la lettera che egli ha scritto ad una sua amica prima di un intervento chirurgico che lo ha portato alla morte. Doveva sostenere un esame e ha scritto:
“Dare un esame è qualcosa che abbiamo fatto tutti nella vita , e certo non è nulla di straordinario. Questo è quanto pensavo prima di aver conosciuto persone che mi hanno costretto, attraverso una vera e propria rivoluzione, a domandarmi quanto seriamente stessi vivendo la vita. Fra pochi giorni, lo sapete, dovrò essere ricoverato in ospedale per un trapianto di midollo e vi domanderete che cosa c’entra questo col mio esame? Se non fossi del movimento, se non avessi imparato dal movimento a considerare lo studio come una fantastica opportunità di ricerca della verità, di dare un senso alla mia vita e di esprimere un giudizio totale su di essa, già da tempo me ne starei tranquillo, rintanato in casa in attesa del ricovero, Magari avrei letto qualche libro, o il giornale; ma fondamentalmente avrei dissipato le mie giornate nella ricerca passiva e disperata di qualcosa che facesse passare questo tempo di attesa prima della guerra (perché è come andare in guerra). Studiando per l’esame, non è stato il vuoto del tempo a riempire le mie giornate, ma io attraverso me stesso ho riempito esso. Non era il vuoto a dettare il ritmo della mia vita: io l’ho fatto, io sono stato signore e padrone della mia giornata. Studiavo Procedura civile, affrontavo giorno dopo giorno gli argomenti, felice di quel potere che avevo ancora sulla giornata e, in definitiva, sulla mia vita. Se fossi stato inerte ad attendere lo scorrere del tempo, ne sarei rimasto schiavo, mi sarei consumato senza neanche accorgermene. Questo mi rende oggi felice di aver superato Procedura civile, ma già ieri ero orgoglioso di me stesso, mi sentivo realizzato come uomo perché sapevo che stavo sperando contro ogni speranza“.
Il vero cambiamento di ogni organizzazione è dato, sostanzialmente, dal porsi di uomini che fanno esperienza di novità e di un significato vero, bello e buono nella loro vita. Per una possibilità umana, così come è stata sopra descritta, occorre allora che accada l’incontro con una compagnia di uomini in movimento che sia in grado, appunto, di sostenere la persona nel suo percorso educativo e formativo ad un senso pieno dell’esistenza.
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Beni relazionali e felicità pubblica.
Con l’intento di provocare alcune ulteriori riflessioni in merito alla così citata “economia dell’esperienza” mi permetto di sottolineare alcuni passaggi tratti dal documento elaborato dal prof. Zamagni, al quale rimando per un approfondimento, pubblicato sul sito di “Rimini Venture 2017:
http://www.riminiventure.it/binary/rimini_venture/documenti/felicita_ed_economia.1227801860.pdf
A proposito di ben-essere della persona:
“Ha scritto Romano Guardini in un famoso saggio: “La persona umana non può comprendersi come chiusa in sé stessa, perché essa esiste nella forma di una relazione. Seppure la persona non nasca dall’incontro è certo che si attua solo nell’incontro” (1964; p.90).”
“E’ ormai ampiamente ammesso che lo star-bene (well-being) delle persone dipende non solamente dal soddisfacimento dei bisogni materiali, ma anche da quello dei bisogni relazionali. Eppure le nostre economie dell’Occidente avanzato sono diventate “macchine” straordinariamente efficienti per soddisfare l’ampia gamma dei bisogni materiali, ma non altrettanto si può dire di esse per quanto attiene i bisogni relazionali.” (pag. 3)
Beni relazionali
Cosa precisamente sono i beni relazionali? In verità, ci troviamo di fronte ad un concetto ancora molto poco usato in economia e quindi ancora avvolto da non poche zone d’ombra. Esso ha una storia recente, essendo stato introdotto, indipendentemente, da Benedetto Gui (1987) e Carole Uhlaner, la quale li ha definiti come beni “che possono essere posseduti solo attraverso intese reciproche che vengono in essere dopo appropriate azioni congiunte intraprese da una persona e da altre non arbitrarie” (1989, 254).
Chi sono i soggetti sociali che formano ed educano alla relazionalità nella nostra città?
“Le nostre società hanno bisogno di far posto crescente all’intervento di soggetti che fanno della relazionalità il loro modus operandi.” (pag. 4)
Per un sistema turistico efficiente ed efficacemente orientato al ben-essere ed alla felicità delle persone sperimentabili.
“Il punto importante da tenere presente, infatti, è che utilità e felicità non sono coestensive, non si coimplicano. Perché l’utilità è la proprietà della relazione tra l’essere umano e la cosa (i beni, i servizi sono utili); la felicità, invece, è la proprietà della relazione tra persona a persona. Il tradimento dell’individualismo sta tutto qui: nel far credere che per essere felici basti aumentare l’utilità e dunque il consumo di beni. Eppure, mentre si può essere dei massimizzatori di utilità in solitudine, per essere felici bisogna essere almeno in due.” (pag. 23)
“Il restringimento del tempo dell’esperienza, cioè la riduzione delle occasioni per fare esperienza di consumo. E’ in ciò l’origine di una forma nuova di sindrome patologica, quella dell’aspettativa: mentre l’orizzonte delle aspettative di innovazione si dilata, grazie all’accelerazione impressa dal fatto delle nuove tecnologie, la possibilità di fare esperienze significative si riducono, perché la società dell’urgenza obbliga tutti a vivere “il tempo della fretta”. Costantemente protesi verso il futuro, siamo incapaci di goderci il presente.” (pag. 17)
Tempo di lavoro ricreativo e di riposo costruttivo: incontri che incrementino le relazioni.
“Il fenomeno, relativamente recente, che affligge le nostre società di oggi è la crescente diminuzione di beni relazionali, nei quali - è la relazione stessa che si instaura tra due o più persone ad essere fonte di soddisfazione. E la relazione si nutre necessariamente di tempo. Si consideri l’amicizia, tipico esempio di bene relazionale. Beni e denaro possono o meno giocare un ruolo in una relazione di amicizia, ma la condivisione del tempo è sempre necessaria.”(pag. 18)
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Il lavoro, il suo significato e i suoi riflessi sulle persone
Questo tema attualissimo è al centro di un ciclo di conferenze che LaborLab Academy, la Scuola di alta formazione per gli operatori delle politiche del lavoro dell’I.Re.F. della Regione Lombardia, realizza in sei appuntamenti a partire dal 12 novembre 2008.
Si tratta un’iniziativa a valenza culturale nella quale si intende riprendere e valorizzare, attraverso le forme espressive dell’arte, della musica, del cinema, della letteratura e dell’architettura, il significato antropologico del lavoro. Mai come adesso infatti, alla luce della riforma regionale (legge 22/2006), la persona è protagonista del proprio percorso, dalla formazione all’occupazione, e può scegliere, con l’aiuto degli operatori del settore e delle Istituzioni, di potenziare e valorizzare il proprio talento.
Il secondo appuntamento del ciclo di incontri, tutti in programma a Milano all’Auditorium A.Gaber del Palazzo della Regione Lombardia, si è svolto martedì 9 dicembre 2008 (ore 17.30) ed ha avuto per oggetto il significato del lavoro nel mondo della musica con l’intervento della professoressa Camilla Valori, direttrice di produzione musicale, che ha condotto il pubblico in un ascolto guidato dei “canti del lavoro” dai mestieri più tradizionali alla modernità.
Ho partecipato all’incontro ed ho fatto esperienza della serietà del lavoro di studio e di approfondimento in un contesto significativo, come la Regione Lombardia, di imprenditorialità, di efficienza e di efficacia nel privato come nel pubblico.
Solo una breve riflessione: oggi non si compongono canti sul lavoro e raramente si canta sul lavoro proprio per il fatto che, probabilmente, non si fa “esperienza di lavoro” in termini di significato per la persona e di costruzione positiva del proprio destino e del bene comune. Si producono cose, si svolgono attività ma si fugge dal lavoro per realizzare l’esistenza in altri luoghi sempre più virtuali o, in alternativa, si idolatrizza il lavoro come senso ultimo di superuomini bionici.
Tentativi come il laboratorio possono sostenere una ripresa culturale ed una formazione del popolo dell’intrapresa in azienda e nella P.A.: imprenditori, dirigenti, collaboratori, professionisti.
Per ulteriori informazioni www.laborlab.it
Laborlab Academy
Nasce un laboratorio per qualificare gli operatori pubblici e privati del mercato del lavoro e prepararli ad affrontare le nuove esigenze di un territorio in costante trasformazione.
La Scuola, nella prospettiva di valorizzare il capitale umano, risponde al bisogno di qualificare le competenze professionali degli attori pubblici e privati del mercato del lavoro secondo i principi ispiratori della L.R. 22/2006.
Una Scuola “aperta” che raccoglie le esigenze del contesto lombardo e recepisce le indicazioni e le buone prassi a livello nazionale ed europeo, un laboratorio dinamico che si colloca come osservatorio della società, punto di incontro tra gli operatori del sistema pubblico e privato, strumento di comunicazione per divulgare i principi e gli strumenti della nuova legge regionale sul mercato del lavo
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“L’imprenditore è colui che dove gli altri vedono solo dei problemi lui intravvede una opportunità.”
Si può fare esperienza dell’intrapresa nelle aziende (profit e non profit), nelle organizzazioni sociali e nella Pubblica Amministrazione.
La vera innovazione ed il perseguimento della qualità riguarda tutte le organizzazione (sociali, imprenditoriali - profit e non profit - pubbliche, educative, professionali) e non potrà che avere come protagonisti uomini intraprendenti che operano nel proprio specifico contesto lavorativo e professionale.
Quando si parla di innovazione si pensa, di solito, all’innovazione altamente tecnologica. Esistono fenomeni di innovazione diversi. Innovazione di:
- Prodotto
- Processo
- Organizzazione
- Servizio continuo
Nuove imprese hanno basato il loro successo su un’innovazione di tipo organizzativo o su fattori quali:
- La creatività;
- L’immagine;
- L’intelligenza organizzativa;
- Nuovi modelli gestionali;
- Nuove metodologie statistico-informatiche di analisi dei dati aziendali
- Metodologie di controllo della qualità.
“Il nesso profondo fra l’innovazione e la formazione del capitale umano in azienda e, più in generale, con le capacità e le motivazioni profonde dell’io in azienda, dipendente, manager o imprenditore che sia.
L’incremento del capitale umano non è un fenomeno meramente meccanico: non dipende esclusivamente e automaticamente dai costi macroeconomici dell’istruzione e neanche dalla quantità complessiva di anni di istruzione dei cittadini di un Paese.”
Alcuni spunti tratti dal testo al quale rimando: Vignali R. (2006), “Eppur si muove. Innovazione e piccola impresa.” ,Guerini Associati, Milano.
Spunti per il prosieguo di un lavoro: economia civile e di mercato, distinzione fra azienda ed impresa, ordinamento giuridico basato sulla figura dell’imprenditore, responsabilità sociale delle organizzazioni (sociali, imprenditoriali - profit e non profit - pubbliche, educative) che producono beni ed erogano servizi.
Buon lavoro!
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Lunedì 1 dicembre 2008 ho partecipato all’inaugurazione dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano. Questo fatto mi ha permesso di fare una vera esperienza di bellezza, di bene e di verità.
Allo scopo di approfondire cosa possa significare una città a misura d’uomo ritengo molto utile e formativo trascorrere qualche ora presso la cittadella internazionale fondata dal Movimento dei Focolari.
Dall’incontro con la realtà di Loppiano emerge una vision ed una mission di una possibile città internazionale al servizio del benessere delle persone e sperimentabile nella pacifica convivenza, nell’impegno dello studio, nel senso del lavoro, nel gusto per la musica e per ogni espressione artistica, nella cura della sanità fisica e psicologica ed in tutte le espressioni originarie appartenenti ad ogni essere umano proveniente da ogni angolo della terra.
Riporto alcune note di presentazione dell’esperienza:
“…….Il Centro internazionale di Loppiano
L’idea della cittadella nasce nel 1962 quando Chiara, trovandosi ad ammirare da un’altura l’abbazìa benedettina di Eìnsìedeln, in Svizzera, con i suoi ambienti di preghiera, lavoro e studio, intuisce che anche dall’esperienza del Movimento sarebbe sorto un tipo di città moderna, con case, scuole, negozi, campi sportivi, industrie, come segno e testimonianza concreta di cosa potrebbe accadere se il comandamento dì Gesù: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” fosse messo a base della vita di intere città. Due anni dopo, questa intuizione diviene realtà. Eletto Folonari lascia in eredità al Movimento un centinaio di ettari di terreno sulle colline toscane dove nasce Loppiano, prima realizzazione permanente dell’esperienza della “Mariapoli” (città di Maria) estiva che negli anni ‘50 si era tenuta sulle Dolomiti.
La cittadella oggi
Loppiano, la prima delle trenta cittadelle del Movimento che sorgono nei cinque continenti, conta (circa 900 abitanti di 70 nazioni. E’ anche sede di scuole di formazione per i membri dei Focolari. La sua economia è basata su diverse attività sorte per il sostentamento degli abitanti e per la promozione di uno stile di vita nel quale i beni e il lavoro sono considerati come mezzi per realizzare la fraternità universale. Ogni anno, la città accoglie circa 40.000 visitatori ed è divenuta punto ‘incontro tra popoli, culture e fedi religiose, indicando uno stile di convivenza che parla anche alle grandi città multiculturali del Terzo Millennio.”
Per ulteriori approfondimenti rimando al sito www.loppiano.it