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Città come destinazione turistica del benessere

Con lo stesso spirito del precedente articolo propongo alcune mie riflessioni sull’esperienza del lavoro di gruppo svoltosi, nel contesto della elaborazione del Piano strategico di Rimini, il 26 novembre scorso  che aveva per tema: “La città accogliente e attrattiva destinazione turistica del benessere”.

Rimando alla documentazione  dell’Associazione “Rimini Venture 2017″, reperibile sul sito  http://www.riminiventure.it/ , l’informazione puntuale e articolata che descrive l’attività di elaborazione del Piano, le sintesi ufficiali prodotte e la ricchezza di contributi proposti dai partecipanti.

Nel merito del tema una delle tematiche  da approfondire potrebbe proprio essere il cercare di capire cosa significa “benessere per la persona”.

Partirei dal fatto che di “ben-essere” si può fare esperienza e ciò può non essere inteso in modo  relativistico o in maniera solo soggettiva. Ogni persona è unica, irripetibile e diversa ma nell’essere umano  sono riconoscibili delle “evidenze originarie” che ci appartengono e che ci introducono al  bello, al buono ed al vero.

Si tratta, poi, di capire ed intendersi su cosa significa qualità della vita e relazioni interpersonali.

In merito al significato di  esperienze del ben-essere propongo un’interessante definizione di Pine e Gilmore: “Le esperienze sono la quarta forma di offerta economica, distinta dai servizi come i servizi lo sono dai prodotti e i prodotti lo sono dalle commodity, ma finora largamente non riconosciute come tali. Quando una persona acquista un servizio, acquista un insieme di attività intangibili fatte per contorno. Ma quando acquista una esperienza, essa paga per spendere il suo tempo nel fruire di una serie di eventi memorabili, che l’azienda organizza - come in uno spettacolo teatrale - per impegnarlo in modo diretto.”  (Pine - Gilmore “Oltre il servizio. L’economia delle esperienze” , Etas, 2000)

In tema di qualità della vita si tratta di creare le condizioni per poter godere delle opportunità che la modernità ha messo a disposizione di gran parte della popolazione mondiale, mentre nei secoli passati tali opportunità erano quasi ed esclusivamente prerogative delle classi dirigenti: aristocrazia, nobiltà, clero o borghesia. Mi riferisco alle esperienze della musica, del teatro, dell’arte, della politica, della costruzione sociale, etc.  Probabilmente la vera austerità da perseguire in questi tempi potrebbe proprio essere quella di liberarsi da futili passatempi e superficiali interessi per dedicarsi ad attività più costruttive ed edificanti.

Un altro aspetto da sottolineare potrebbe essere quello di cogliere il senso della concezione della persona come relazione. Ciò implica certamente il chiamare in causa gli affetti, le amicizie, le appartenenze come la famiglia e la  comunità cittadina.  In questo senso recupererei la dinamica dell’incontro fra le persone come possibilità di conoscenza.

Un ultimo aspetto si  riferisce alla dimensione internazionale di una città.  Si tratta di portare ed attrarre  esperienze professionali, di socialità, di divertimento, di cultura che, benché nate ed attuate fuori, possano essere incontrate, proposte  e, in qualche modo, fruite anche nella nostra città.

Sono solo note e spunti di lavoro che mi permettono di lasciare traccia, innanzitutto per me stesso, degli incontri vissuti e del lavoro in atto. Ben contento se ciò può diventare occasione di approfondimento dei  rapporti fra le persone .

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