Una città che soddisfa i bisogni delle persone
Nello spirito di questo strumento di comunicazione ritengo utile condividere la mia esperienza del lavoro di gruppo svoltosi, nel contesto della elaborazione del Piano strategico di Rimini, il 25 novembre 2008 e che aveva per tema. “La città accogliente e attrattiva che soddisfa i bisogni dei cittadini.”
Rimando alla documentazione dell’Associazione “Rimini Venture 2017″, reperibile sul sito http://www.riminiventure.it/ , l’informazione puntuale e articolata che descrive l’attività di elaborazione del Piano, le sintesi ufficiali prodotte e la ricchezza di contributi proposti dai partecipanti.
Nelle note e appunti di seguito proposti, pertanto, vorrei solo esprimere le suggestioni e le riflessioni suggerite dalla mia partecipazione all’attività del gruppo di lavoro, con l’auspicio che possano contribuire a dare ulteriore visibilità a questo interessante tentativo di governance territoriale.
Mi soffermerei su un punto, tratto dai documenti elaborati, così espresso: “Mettere le persone al centro dello sviluppo locale, favorendo le relazioni interpersonali e con/tra le istituzioni (una nuova governance dello sviluppo.”
Partirei dal titolo: una città che soddisfa i bisogni. Cosa vuol dire soddisfare? Potremmo dire che si fa esperienza di soddisfazione ogni volta che riscontriamo una corrispondenza fra i nostri desideri, parola emersa parallelamente al tema dei bisogni umani, e la realtà. I bisogni, in tutte le accezioni, caratterizzano la condizione umana. I bisogni sono infiniti, non c’è fine alla domanda di compimento dell’esistenza. Ma, soprattutto, non sono di per sè un’obiezione alla crescita dell’individuo ma possono essere la possibilità di andare oltre, la provocazione a mettere in moto una dinamica costruttiva della persona. Potremmo riconoscere nel tentativo di perseguire la soddisfazione dei nostri desideri la dinamica di sviluppo globale della persona .
Un’altro spunto interessante per un possibile ed ulteriore lavoro di approfondimento potrebbe essere il porre a tema l’idea di “Persona” e di “Centralità della persona” come valore. Non darei per niente scontato la comunanza di significato che si attribuisce al temine. Con leggerezza e confusione si parla di persona, di individuo, di uomo, di cittadino. Non mi addentro sulla questione, ma ritengo che possa essere un bel tema da approfondire anche attraverso attività formative ed educative rivolte a giovani ed adulti.
La modalità attraverso la quale la moderna organizzazione sociale si è attrezzata per tentare delle risposte ai bisogni delle persone è rappresentata dai servizi pubblici (gestiti dalla Stato o direttamente dalla società civile). L’idea di servizio, che implica un soggetto che eroga il servizio ed uno che ne beneficia, ci riporta all’urgente necessità di sostenere, anche mediante la formazione e l’educazione, coloro che sono preposti alla erogazione dei servizi stessi.
Oltre ad un lavoro di formazione degli operatori occorrerebbe ripensare e sostenere complessivamente una rete di servizi territoriali, indipendentemente dai soggetti, statali o privati, che li gestiscono. In questa direzione risulta molto significativo l’indirizzo proposto dal documento del Comitato scientifico dove recita: “Si passa dunque da un rapporto tra istituzioni e cittadini di tipo bipolare e unidirezionale, in cui i cittadini perseguono solo interessi particolari e la Pubblica amministrazione deve curare l’interesse generale, ad uno di tipo multipolare e circolare, in cui lo stesso principio della sussidiarietà costituisce la base teorica del modello di amministrazione condivisa.”
Ritengo strategica, pertanto, ogni azione che persegua l’obiettivo di sviluppo della persona intesa nella sua globalità (coscienza di sè, studio, lavoro, salute, politica, bisogni, desideri) e nelle sue relazioni (famiglia, amicizie, relazioni professionali e sociali) anche al di là delle buone intenzioni di intenderla come capitale umano (ricchezza della società) e come risorsa (finalizzata alla produzione di beni e servizi).
Per far questo potrebbe essere interessante creare le condizioni allo scopo di poter concepire e strutturare una rete di servizi, in particolare quelli riferiti all’attività educativa e formativa, che possano attrarre nella città delle eccellenze e proporre esperienze significative di studio (conoscenza), di lavoro (contribuire alla sviluppo socio-economico) e di socialità (bene comune, comunità territoriale).