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La sussidiarietà fa bene alla P.A.

La sussidiarietà conviene:

¨       Per le libere aggregazioni sociali ed imprenditoriali che sanno dare risposte adeguate ai propri bisogni.

Questo in quanto la società arriva prima dello stato nel rispondere ai bisogni nuovi del benessere, ai bisogni emergenti, alle nuove forme di solidarietà sociale che si sono rivelate più innovative e più adatte ai tempi, nei campi della cultura, della sanità, dell’assistenza, della previdenza. Ma anche della finanza per lo sviluppo.

Infatti solo la capacità creativa della società, cioè l’intraprendenza delle persone e delle loro forme di aggregazione, può ragionevolmente stare al passo coi tempi e inventare nuove risposte, realistiche ed efficaci, al bisogno emergente.

¨      agli amministratori pubblici (ed ai politici) per il fatto che li libera dal dover interpretare la diversità dei bisogni e, quindi, dalla necessità di mediare rischiando di scontentare tutti.

La sussidiarietà è amica del cambiamento. Perché parte dalla libertà in azione degli uomini, che colgono, interpretano e rispondono ai bisogni dell’oggi. L’alternativa? Rispondere al bisogno per via burocratica, dando risposte standardizzate basate sulla ricognizione dei bisogni: di quelli di ieri, per forza di cose. Ecco che lo stato sociale, che dovrebbe essere lo stato del ben-essere, si riduce praticamente a una questione di mal-essere: quali e quanti tagli operare alla spesa sociale, date le risorse.

Attualmente, ad esempio, il modo per finanziare i servizi pubblici consiste nel flusso tassazione/spesa pubblica, già all’origine del dissesto dei conti pubblici e dei numerosi fenomeni di corruzione. Nell’ottica della sussidiarietà sarebbe opportuno introdurre la detassazione, cioè che i cittadini acquistino servizi pubblici direttamente da gestori diversi, statali e non statali, detraendone il relativo costo dalle imposte.

All’origine della rovina dello Stato è facile scoprire l’idea che esso debba interessarsi non dell’uomo intero ma dell’intero uomo, dai capelli alle unghie dei piedi.

¨      ai funzionari pubblici in quanto farebbe crescere il livello dei loro compiti, in modo che se ne possano trarre vantaggi sia a livello professionale che retributivo.

¨      a quei soggetti che per vari motivi non sono in grado di daredelle risposte ai propri bisogni. Se meno compiti gravassero sull’Amministrazione pubblica, questa libererebbe una serie di risorse che consentirebbero di dare una risposta più specifica e intensa a coloro che non sono in grado di darsela autonomamente e il principio di sussidiarietà in senso stretto verrebbe applicato anche a vantaggio di chi è meno attrezzato a dare risposte ai propri bisogni: in altre parole, la sussidiarietà conviene anche alla solidarietà.

Ritengo questo un capitolo importante per sostenere la riforma dello Stato.

Ho inserito due riferimenti di siti (http://www.ilsussidiario.net/news.aspxhttp://www.labsus.org/index.php) che ci permettono di approfondire questo tema: la sussidiarietà verticale e orizzontale fa bene alla PA.

Da ultimo rimando alla pubblicazione dello studio di fattibilità di alcuni servizi sovracomunali dell’Unione dei Comuni della Valconca (RN)

Studio fattibilità servizi unione comuni Valconca

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