Riflessioni sull’esperienza
Negli anni di attività lavorativa, professionale e formativa ho incontrato persone, a partire dall’amico Luca Tamassia, che mi hanno colpito e suscitato interesse per l’importanza attribuita all’esperienza personale e comunitaria (comunità di pratiche) quale modalità per l’affermazione di valori, di idee e di modelli istituzionali e per l’introduzione di innovazioni (tecnologiche, organizzative e gestionali) tese al cambiamento del modo d’essere della pubblica amministrazione italiana.
Frequentando queste persone e collaborando attivamente con esse ciò che ha sempre suscitato in me un interesse reale e operativo è stato proprio il fatto che in loro i processi di interpretazione delle norme, di elaborazione di regolamenti o di sviluppo dottrinale erano decisamente orientati all’individuazione di possibili azioni amministrative, organizzative e gestionali da affidare, per la loro attuazione, alla responsabilità personale e professionale degli interlocutori che mano a mano si presentavano.
Fedele a questa impostazione metodologica, caratterizzata appunto dal “partire dall’esperienza personale per incontrare gli altri e sperimentare un’esperienza comune”, impostazione che mi ha accompagnato nell’attività di formazione e di consulenza attuata in questi anni, particolarmente nella pubblica amministrazione, ma che ha anche orientato l’attività di studio, di ricerca e di insegnamento universitario presso l’Università di Urbino, ho ritenuto opportuno attivare questo strumento per approfondire il dialogo con le persone incontrate in ambito professionale e per mettere a disposizione degli studenti che incontro in università un’ulteriore opportunità di riflessione e di approfondimento.
Grato fin d’ora per l’attenzione ed il tempo che vorrete dedicare a questo dialogo ed alla riflessione sull’esperienza personale e comunitaria.
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