BUON CRISTIANO E BUON CITTADINO?

Buon cristiano e buon cittadino?

sabato 11 febbraio 2012 - ore 10,30-12,30

Aula Magna ISSR “A. Marvelli” gentile concessione ISSR

Via Covignano, 265 - Rimini Tel. 0541.751367

CONVERSAZIONE CON

Prof. don Carlo Rusconi

Docente ISSR “A. Marvelli”

Coordina il Prof. Maurizio Bellucci

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BUON ANNO 2012

BUON ANNO 2012
Un inizio, un’origine che ci introduce nel “Presente di Dio”
Altrochè il calendario Maya!!!!!…………
“La S.Messa non è, in senso letterale, la ripetizione o la riproduzione dell’evento storico che fu il sacrificio del Calvario, cosa del resto impossibile per l’irrepetibilità del tempo in sé; in fondo non ne è neppure la rappresentazione, termine che ho pure usato ma che è valido solo ad una prima approssimazione.
La consacrazione fatta dal sacerdote che compie il sacrificio è, piú precisamente, la manifestazione visibile di un atto eterno: essa squarcia il velo “illusorio” della condizione di spazio e tempo che separa lo spirito dell’uomo dalla contemplazione delle realtà eterne: infatti ciò che ci insegnano in forma simbolica i testi che ho citato è che il sacrificio di Cristo è un atto eterno.
Quando la cosa venga esaminata sul piano metafisico svanisce ogni difficoltà di spiegazione.
Da questo punto di vista il tempo non esiste, vi è soltanto un’esistenza illusoria, relativa: il tempo possiede una sua realtà soltanto in rapporto all’esistenza dell’uomo. Per Dio non c’è tempo: Egli possiede il proprio Essere e tutta la propria Esistenza nell’”indivisibile presente”
(don Carlo Rusconi)

SANTO NATALE 2011

“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce;

Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse….

Poichè un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.

Sulle sue spalle è il segno della sovranità…” (Is. 9,1-5)

La persona  di Cristo, cioè l’esser Egli Figlio di Dio nella carne umana è la risposta alla domanda che da sempre l’uomo si pone sul senso, la destinazione, l’esito della propria esistenza.

Il paradosso di questa risoluzione dell’enigma umano . nel Verbo Incarnato è svelato il destino dell’uomo - consiste nel fatto che la persona di Gesù Cristo che “è”, in quanto Dio-Figlio, e che “diviene”, in quanto uomo, ci svela il senso della nostra esistenza e d’ogni istante di essa, svelandoci, facendoci conoscere Dio.

(don Carlo Rusconi)

ANNO ACCADEMICO 2011-2012: IL FUTURO E’ STUDIARE CONSAPEVOLI DI UN DESTINO

ANNO ACCADEMICO 2011-2012: IL FUTURO E’ STUDIARE E LAVORARE  CONSAPEVOLI DI UN DESTINO BUONO AVENDO A CUORE SE STESSI E VIVENDO CON IL CUORE IN MANO….

Una sera, finita la giornata di lavoro, mi hanno chiesto di sistemare un carico di casse d’acqua e di vino appena arrivate. Si trattava di portarle in magazzino, uno scantinato buio cui si accedeva solo per una scala ripidissima: io piangevo e stavo male. E’ nata lì - ce l’ho davanti come fosse adesso - la mia scoperta della letteratura (e tra l’altro la scoperta del perché valesse la pena studiare a memoria……Dunque, stavo scendendo queste scale e a metà della discesa vengo folgorato da una terzina di Dante: improvvisamente mi viene in mente una di quegli aborriti pezzetti della Divina Commedia che avevo studiato a memoria. E’ il brano dove Dante incontra il trisavolo Cacciaguida, che profetandogli l’esilio - proprio come me, lontano da casa - gli dice: “Tu proverai si come si sale/lo pane altrui [come è amaro il pane dell'esilio], e come è duro calle [sentiero]/lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”. Sono rimasto di sasso, per la prima volta ho pianto di contentezza, nel senso che il primo pensiero che ho avuto è stato: Dante, seicento anni prima di me, ha descritto in una terzina, in modo perfetto, quello che provavo io allora. E’ stata una gioia irrefrenabile, mi sono detto: parla di me. Non avevo mai capito perché dovessi studiare la Divina Commedia, e scopro che parla di me: questo è il supremo interesse per tutto ciò che si studia…..Sono tornato a casa e mi sono messo a leggere in un modo irrefrenabile, a studiare proprio; improvvisamente mi piaceva, è come se la noia che avevo provato l’anno prima fosse stata spazzata via.

F.Nembrini, (2011), “Di Padre in Figlio. Conversazioni sul rischio di educare.”, Ares, Milano, pagg. 193-194

Io capivo che il mio lavoro di insegnante sarebbe stato quello di farli innamorare dello studio, far nascere in loro la passione di studiare, di leggere. Allora il più delle volte iniziavo l’anno con la Lettera a Francesco Vettori di Machiavelli: “….Venuta la sera, mi ritorno a casa, et entro nel mio scrittoio…..et rivestito con decentemente [adeguatamente vestito] entro nelle antique corti degli antiqui homini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che sulum è mio, et che io nacqui per lui [...Quel cibo per cui siamo venuti al mondo, per conoscere la realtà, amarla e servirla (servirla si capisce da grandi)]. Dove io non mi vergogno parlare con loro.
Ecco, questo è lo studio: parlare con della gente, interloquire con degli “antichi uomini”, con i saggi che ci hanno preceduto, che hanno avuto la stessa domanda. Come per me sulle scale con Dante: interrogare gli uomini grandi che ci hanno preceduto e vedere i loro tentativo…Domandare ragione delle loro azioni, e quelli, per la loro umanità, mi rispondono; per la loro umanità, cioè per l’elemento che abbiamo in comune, il cuore…Ecco, studiare è questo. Una interlocuzione con gli antichi, che però presuppone che tu abbia a cuore te stesso, abbia cura di te stesso, che tu viva con il tuo cuore in mano...

F.Nembrini, (2011), “Di Padre in Figlio. Conversazioni sul rischio di educare.”, Ares, Milano, pagg. 202-203

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IL FUTURO DI RIMINI NELLA RICCHEZZA DEL PASSATO

Questa distruzione del passato oggi si ha il coraggio di metterla come ideale. È una alienazione generalizzata.

Ma, se si sfoca il senso del passato e il presente appare e si afferma come pura reattività, si inaridisce anche la fecondità del futuro. Perché con che cosa fabbrichiamo il futuro? Con il presente. Ma il presente, che è questo attimo, questo istante, il presente da che parte trova le energie, le immagini, le ricchezze, la dovizia dei sentimenti con cui costruire il futuro? Dove li trova? …… Perciò la forza della costruzione futura è l’energia, la immaginatività, il coraggio del presente, ma la ricchezza del presente viene dal passato. ….

Ma il contenuto è nel passato, la ricchezza è nel passato. Quanto più uno è potente come personalità, tanto più è capace di recuperare tutto il passato; quanto più uno è bambino tanto più si dimentica del prima; e non è capace di usarlo anche laddove se ne ricordi.

Luigi Giussani, “Il senso religioso”, Rizzoli, Milano, pagg. 111-113

La comunicazione, il dialogo dove sorge? Da che cosa sorge? Il dialogo e la comunicazione sorgono dalla esperienza, la cui profondità è nella capacità di memoria: tanto più carico d’esperienza sono, tanto più son capace di parlarti, tanto più son capace di comunicare con te, tanto più nella tua posizione, arida o meno arida non importa, trovo connessione a quello che ho dentro io. Dialogo e comunicazione umana hanno radici nella esperienza: infatti l’aridità, la flaccidità della convivenza, della convivenza delle comunità, da che cosa dipende se non dal fatto che troppo pochi possono dire di essere impegnati nella esperienza, nella vita come esperienza? È il disimpegno della vita come esperienza che fa chiacchierare e non parlare. L’assenza di dialogo vero, questa aridità terribile nella comunicazione, questa incapacità a comunicare è pari solo al pettegolezzo.

Ma per comprendere meglio il dinamismo che genera partecipazione, comunicazione, insisto su due note:

a) L’esperienza è custodita dalla memoria.

b) L’esperienza deve essere veramente tale, cioè giudicata dalla intelligenza, altrimenti la comunicazione diventa blaterare parole o vomitare lamenti.

Luigi Giussani, “Il senso religioso”, Rizzoli, Milano, pagg. 114-115

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MEETING - FORUM PIANO STRATEGICO 2011

La Fondazione Meeting invita i partecipanti al “Forum Rimini Venture” a visitare la XXXII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli che si terrà presso la Fiera di Rimini da domenica 21 a sabato 27 agosto 2011.

“E l’esistenza diventa una immensa certezza”: è il titolo scelto per la XXXII edizione del Meeting. Esso parte da una constatazione, semplice e al tempo stesso drammatica: nella mentalità più diffusa ai nostri giorni, nella coscienza con cui ciascuno di noi affronta le sfide e le fatiche del vivere, sembra che non sia più possibile alcuna vera certezza. Il Meeting proverà a raccogliere questa sfida del nostro tempo, riaprendo una partita da molti dichiarata ormai chiusa. E lo farà, come è suo stile, non in virtù di una più scaltra analisi culturale e politica, ma a partire dall’esperienza in atto di persone che non si accontentano di concepire la propria esistenza come destinata al nulla.

Siete, pertanto, invitati a partecipare alla visita guidata “150 anni di Sussidiarietà. Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo” prevista per lunedì 22 agosto alle ore 18.30.

L’appuntamento per tutti è alle ore 18.00 di lunedì 22 agosto, presso lo stand della Provincia e del Comune di Rimini “LA RIMINI” nella Hall Centrale, Ingresso SUD di Rimini Fiera.

Siete pregati di comunicare alla segreteria del Piano strategico (0541 704377) la presenza per permetterci di predisporre il materiale utile per presentare la manifestazione.

Il Direttore

Dott. Sandro Ricci

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Povera splendida anima……

Hermann Hesse:

“Dio non ti chiederà nel giudicarti: Sei diventato un Holder o un Picasso o un Pestalozzi o un Gottlulf? Bensì ti chiederà: sei davvero stato e diventato quello per cui hai ricevuto talento e predisposizione?”

“Povera splendida anima, dove sei tu la vi è rivoluzione, vi è rottura con ciò che è corrotto, vi è nuova vita, vi è Dio.

Anima significa amore, anima significa futuro, e tutto il resto è solo oggetto, solo materia, solo impedimento a esercitare la nostra forza divina nel plasmare e nel trasgredire…Interroga la tua anima! Chiedile che senso ha il futuro! Che cosa si chiama amore! Non porre domande al tuo intelletto…

La tua anima non ti accuserà di esserti occupato troppo poco di politica, di aver lavorato troppo poco…Ma forse ti accuserà di aver avuto troppo spesso paura delle sue richieste e di essere fuggito, di aver avuto troppo spesso paura delle sue richieste e di essere fuggito, si non aver avuto mai tempo di dedicarti a lei, la tua creatura più giovane e più bella, per giocare con lei, per ascoltare il suo canto: ti incolperà di averla spesso venduta per denaro e di averla tradita per tornaconto. E così è successo milioni di volte, e dovunque si posi lo sguardo, si vedono uomini dall’espressione irritata, imbronciata, cupa, quasi non avessero tempo che per le cose futili, per la Borsa e per la casa di cura”

UN AMICO A RIMINI: JOZEF DABROSWKJ

Un interessante incontro con Jozef Dabrowskj (dirigente di Solidarnosc, internato durante il colpo di Stato, parlamentare polacco, presidente di un’associazione di 40.000 ferrovieri polacchi nata attorno al magistero di Giovanni Paolo II , ha avuto un rapporto personale con il pontefice dal 1973 al 2005)
Jozef parteciperà nei prossimi giorni alla Festa del Borgo organizzata dalla Parrocchia di San Giovanni Battista di Rimini:


- giovedì 7 luglio alle ore 21:
inaugurazione delle mostre, presentazione della mostra “OGGI DEVO FERMARMI A CASA TUA L’eucaristia, la grazia di un incontro imprevedibile” alla presenza del nostro Vescovo Francesco e breve intervento di saluto di Jozef;


- venerdì 8 luglio alle ore 21,30
presso la Parrocchia di San Giovanni Battista presentazione della mostra “Karol Wojtyla. L’uomo e la sua terra” e testimonianza di Jozef Dabrowskj con proiezione di slides sulle vicende polacche descritte nell’intervento;
- sabato 9 e domenica 10 luglio visita guidata alla mostra ore 21.30 allestita nella Festa del Borgo di San Giovanni Battista.

Breve biografia di Jozef Dabrowskj

Nato nel 1949 a Minsk Mazowiecki, città a 40 km da Varsavia, ha seguito gli studi al Politecnico di Varsavia. Nel dicembre del 1972 cominciò a lavorare a Cracovia e, nonostante non fosse un militante del partito comunista, fu nominato capo di una squadra responsabile per lo sviluppo e per la realizzazione dei sistemi informativi nella zona ferroviaria di Cracovia e poi dell’intera rete ferroviaria in Polonia. Nel 1973, insieme alla moglie Elisabetta, incontrò insieme, per la prima volta, il Cardinale Karol Wojtyla. Il frutto di quell’incontro fu l’impegno per il lavoro del Sinodo di Cracovia e il lavoro pastorale presso la nuova parrocchia. Il rapporto con Wojtyla proseguì intenso anche dopo che questi diventò Giovanni Paolo II
Aderì al movimento di Solidarnosc e dopo la proclamazione della legge marziale fu internato per cinque mesi. Dopo il 1989 fu nominato presidente della sezione nazionale del sindaco ferrovieri di Solidarność, sviluppando molti rapporti internazionali, specialmente con il Giappone.
Nel settembre 1997 fu eletto deputato al Parlamento Polacco e per i seguenti quattro anni svolse la funzione del Presidente della Commissione Parlamentare Trasporti nonché vice presidente del gruppo parlamentare polacco-italiano. Fu partecipe della storica visita di Papa Giovanni Paolo II nel parlamento polacco nel 1999.Il 3 Gennaio 2005 lui e sua moglie parteciparono per l’ultima volta nella Messa celebrata dal Papa Giovanni Paolo II nella sua cappella privata.

NUOVA EVANGELIZZAZIONE GPII 1979 - BENEDETTO XVI 2011

Discorsi - 30 maggio 2011

Benedetto XVI al Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione

Chiamati a rinvigorire lo spirito missionarioII

offrire una risposta particolare al momento di crisi della vita cristiana, che si sta verificando in tanti Paesi, soprattutto di antica tradizione cristiana.

Il termine “nuova evangelizzazione” richiama l’esigenza di una rinnovata modalità di annuncio, soprattutto per coloro che vivono in un contesto, come quello attuale, in cui gli sviluppi della secolarizzazione hanno lasciato pesanti tracce anche in Paesi di tradizione cristiana.

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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA

SANTA MESSA NEL SANTUARIO
DELLA SANTA CROCE

OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II

Mogila, 9 giugno 1979

Là dove si innalza la croce sorge il segno che v’è giunta ormai la Buona Novella della salvezza dell’uomo mediante l’Amore. Là dove si innalza la croce, v’è il segno che è iniziata l’evangelizzazione. Un tempo, i nostri padri innalzavano, in vari luoghi della terra polacca, la croce come segno che già vi era arrivato il Vangelo, che s’era iniziata l’evangelizzazione, la quale doveva protrarsi ininterrottamente fino ad oggi. Con questo pensiero è stata anche innalzata la prima croce in Mogila, nei pressi di Cracovia, nei pressi di Stara Huta.

La nuova croce di legno è stata innalzata non lontano da qui, proprio durante le celebrazioni del millennio. Con essa abbiamo ricevuto un segno, che cioè alla soglia del nuovo millennio - in questi nuovi tempi, in queste nuove condizioni di vita - torna ad essere annunziato il Vangelo. È iniziata una nuova evangelizzazione, quasi si trattasse di un secondo annuncio, anche se in realtà è sempre lo stesso. La croce sta alta sul mondo che volge.

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Santa Pasqua 2011

Sabato Santo

Fiumi di lacrime effonde la Madre
al monumento ove giaci sepolto;
ti grida: “Sorgi, perchè l’hai predetto!” (Tropario)

“Risorgi, Figlio , e fammi felice!”

Domenica di Resurrezione

“Cristo è veramente risorto! Alleluia.

Siamo felici, è risorto anche per noi.